Peste suina, aperta l’unità di crisi in Fvg: che cos’è l’infezione e quali i rischi

I contagi da peste suina in Friuli Venezia Giulia.

Il Friuli Venezia Giulia è pronto a mettere in campo un piano di intervento per il contenimento della diffusione della peste suina africana (Psa), un’infezione virale che non si trasmette all’uomo ma si diffonde tra i cinghiali e può mettere ad alto rischio gli allevamenti di maiali nel Nord Italia e in particolare nella nostra regione. A chiarirlo è stato l’assessore all’Agricotura Stefano Zannier, in II Commissione, grazie all’interrogazione presentata sul tema dal capogruppo dei Cittadini Tiziano Centis.

L’ingresso dell’infezione in Italia era atteso da Est, ma i primi casi sono stati registrati in Piemonte e Liguria. La preoccupazione tra gli addetti ai lavori è grande, perché la possibilità che questa letale pandemia possa raggiungere anche gli allevamenti di maiali in regione è oggettivamente molto alta. L’assessore ha rimarcato la necessità di attivare una Unità di crisi ristretta per il coordinamento delle azioni da intraprendere a breve termine e un gruppo allargato di analisi e azione che coinvolga anche il Servizio caccia, con l’intento di aumentare la segnalazione di ritrovamenti di eventuali carcasse di cinghiali, primi portatori della malattia.

Le carni suine rappresentano quasi il 9 per cento dell’intera produzione di carni del FVG, ma considerando l’intera filiera suinicola – dagli allevamenti, ai macelli fino ai prosciuttifici (sono circa 400 mila le cosce che gli allevamenti del Fvg forniscono annualmente al distretto di San Daniele) – si parla di un fatturato annuo che supera di gran lunga i 350 milioni di euro. “Da giorni – afferma Centis – negli allevamenti del Fvg si è alzato il livello di guardia. I lavoratori prima di entrare negli impianti sono costretti a bardarsi. È vietato l’ingresso di persone non addette ai lavori. E chiunque entri deve seguire le pratiche di sanificazione, in particolare delle calzature. Nella nostra regione ci sono un centinaio di allevamenti concentrati in particolare nei territori di Pordenone e Udine con oltre duecentomila capi allevati”.

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