Ora fare il pieno in Fvg conviene più che in Slovenia. Scoccimarro: “Siamo tornati competitivi”

I prezzi del carburante in Friuli Venezia Giulia tornano competitivi e, forse, riusciranno a invertire la rotta del “pendolarismo del pieno”. Grazie alla combinazione tra il taglio nazionale delle accise e lo sconto regionale, rifornirsi sul territorio del Friuli Venezia Giulia è tornato a essere vantaggioso, soprattutto in vista dei prossimi aumenti di diesel e benzina in Slovenia.

L’effetto delle accise e il sorpasso sulla Slovenia

La nuova dinamica dei prezzi è stata analizzata dall’assessore regionale all’Energia, Fabio Scoccimarro, che ha sottolineato come la misura nazionale si sposi con gli sforzi della Regione. “Fare il pieno di benzina in Friuli Venezia Giulia torna a essere un vantaggio concreto per i nostri cittadini“.

“Grazie al taglio delle accise di 25 centesimi annunciato dal presidente del Consiglio, una misura che si somma al nostro sconto regionale, puntiamo a invertire la tendenza dell’ultimo periodo: oggi rifornirsi sul nostro territorio è più conveniente che farlo oltreconfine, anche alla luce degli aumenti annunciati in Slovenia e delle limitazioni ai litri erogabili introdotte da alcuni distributori delle aree limitrofe”, ha dichiarato l’assessore.

La strategia della Giunta Fedriga

Il coordinamento tra Trieste e Roma rimane il pilastro della strategia regionale per difendere il potere d’acquisto dei residenti. “Continuiamo a seguire con la massima attenzione l’evoluzione del quadro complessivo”, ha spiegato Scoccimarro, precisando che le valutazioni proseguono in sintonia con il governatore Massimiliano Fedriga e l’assessore alle Finanze Barbara Zilli. Secondo l’esponente della Giunta, “alla luce del taglio nazionale delle accise, oggi non avrebbe senso aumentare ulteriormente lo sconto regionale“.

Investimenti strutturali per 65 milioni di euro

L’amministrazione regionale rivendica il percorso fatto per stabilizzare il settore, dal superamento del contenzioso europeo fino alla digitalizzazione delle tessere. “Abbiamo affrontato con determinazione ogni passaggio, a partire dal superamento del contenzioso europeo. Abbiamo introdotto il supersconto durante il periodo del Covid, attivato l’Area 0 di confine e accompagnato i cittadini nel passaggio dalla tessera fisica a quella digitale, garantendo persino l’invio a domicilio”.

“Con un investimento di quasi 65 milioni di euro all’anno sosteniamo le famiglie e contribuiamo a ridurre gli effetti ambientali del turismo del pieno”, ha ricordato Scoccimarro. Questo sistema non solo tutela i cittadini, ma rafforza la competitività del territorio e sostiene il bilancio regionale.

Monitoraggio dei prezzi e criticità di confine

Nonostante il quadro positivo, la Regione mantiene alta la guardia sulle possibili distorsioni della rete distributiva locale. “È innegabile che il sistema presenti ancora criticità, come hanno evidenziato anche la presidente Meloni e il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. A livello locale non possiamo non rilevare differenze di prezzo difficilmente giustificabili da un comune all’altro, con i costi più elevati che si registrano con particolare evidenza proprio nelle fasce di confine”, ha osservato l’assessore.

In chiusura, Scoccimarro ha lanciato un appello agli operatori: “Ci aspettiamo che anche la filiera petrolifera faccia la propria parte. Lo Stato e la Regione stanno mettendo in campo strumenti concreti e risorse importanti, con l’obiettivo di assicurare un vantaggio reale e pienamente percepibile per i cittadini”.