Scuole, in Friuli sempre meno e sempre più grandi: Gorizia, Udine e Pordenone province “complesse”

Scuole, cala il numero di dirigenze anche in Friuli: Gorizia, Udine e Pordenone tra le province a maggiore complessità.

Il dimensionamento della rete scolastica non risparmia il Friuli: secondo l’elaborazione del Sole 24 Ore sui dati del ministero dell’Istruzione e del Merito, relativa all’anno scolastico 2026/27, anche le province friulane rientrano nel trend nazionale che vede sempre meno scuole e dirigenze sempre più ampie e complesse.

Il Friuli Venezia Giulia perderà una dirigenza nel 2029/30.

Il decreto registrato a luglio dalla Corte dei conti stabilisce che la situazione resterà stabile per i prossimi due anni scolastici, ma dal 2029/30 anche il Friuli Venezia Giulia (per quanto riguarda le scuole in lingua italiana) sarà tra le otto regioni che perderanno una posizione dirigenziale, insieme ad Abruzzo, Campania, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte e Sicilia.

Le province friulane nella classifica della complessità.

Nella classifica delle prime 50 province italiane per quota di istituti “di fascia A”, cioè quelli a maggiore complessità gestionale (con punteggio superiore a 52 su un massimo di 159), compaiono tre province friulane:

  • Gorizia: 21esima posizione, con il 38,1% degli istituti in fascia A
  • Udine: 30esima posizione, con il 35,5%
  • Pordenone: 46esima posizione, con il 29,7%

Trieste non rientra invece tra le prime 50: anzi, con appena il 6,1% di istituti ad alta complessità, la provincia giuliana si colloca all’estremo opposto della graduatoria nazionale, ben al di sotto anche delle altre province friulane. A livello regionale, il quadro conferma quanto emerge a livello nazionale: la fascia più complessa (fascia A) è passata in due anni dal 23% al 27% degli istituti statali, e per il prossimo anno una dirigenza scolastica coprirà in media 5,4 sedi, contro le 4,9 del 2015.

Il contesto nazionale.

Il punteggio di complessità gestionale tiene conto soprattutto della dimensione amministrativa: numero di docenti e studenti, presenza di più gradi e indirizzi scolastici sotto un’unica dirigenza, distribuzione su più Comuni, oltre a fattori come sezioni ospedaliere o carcerarie e la quota di studenti stranieri. Un quadro che, complice il calo demografico, continua a ridisegnare la mappa della dirigenza scolastica anche nelle province del Nord Est.