L’inflazione torna a pesare sui bilanci delle famiglie e in Friuli Venezia Giulia cresce la preoccupazione per il nuovo aumento delle bollette.
L’inflazione torna a pesare sui bilanci delle famiglie e in Friuli Venezia Giulia cresce la preoccupazione per il nuovo aumento delle bollette. A lanciare l’allarme è l’Osservatorio del Movimento Difesa del Cittadino Fvg, che ha analizzato gli ultimi dati diffusi da Istat e Arera.
A settembre l’inflazione ha raggiunto il 4,2%, ai massimi da tre anni, spinta soprattutto dall’aumento dei prezzi degli energetici. In particolare, i prezzi dell’elettricità risultano in crescita del 19,3% su base annua, mentre il gas distribuito tramite rete segna un +20,7%. Ancora più pesante il dato sui carburanti: il gasolio aumenta del 34,9% in un anno e la benzina del 21,8%.
A partire dal 1° ottobre, inoltre, arriva una nuova stangata per i circa tre milioni di clienti vulnerabili ancora serviti in Maggior Tutela: la bolletta dell’elettricità aumenta del 37,3% rispetto al trimestre precedente. Secondo la stima dell’Osservatorio, un’inflazione al 4,2% si traduce in un aggravio medio di 1.385 euro l’anno per una famiglia tipo, che sale a 1.915 euro per un nucleo con due figli.
Il carrello della spesa.
A preoccupare l’Osservatorio del Movimento Difesa del Cittadino Fvg è anche il costo della spesa quotidiana. A settembre i prezzi di alimentari e bevande sono aumentati del 2%, mentre gli alimentari non lavorati hanno registrato un +5,5% su base annua e un +2,2% soltanto nell’ultimo mese. Per una famiglia con due figli, la maggiore spesa per mangiare e bere viene stimata in 185 euro all’anno, a parità di consumi.
Sul fronte del gas, per gli utenti vulnerabili l’aumento rispetto ad agosto è del 12,7%. La spesa media annua arriva così a circa 1.780 euro, considerando consumi di 1.100 metri cubi. A questa cifra si aggiungono gli 865 euro medi della luce, per un totale di circa 2.645 euro l’anno.
Il quadro si completa con un altro dato significativo: rispetto a settembre 2025, le tariffe del gas per i clienti vulnerabili risultano più alte del 52%, con un aggravio stimato di 606 euro l’anno per utenza.
Intanto i consumi mostrano i primi segnali delle difficoltà delle famiglie. Ad agosto le vendite al dettaglio sono cresciute dello 0,5% in valore, ma sono diminuite dell’1% in volume rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Una dinamica che indica come l’aumento dei prezzi stia continuando a comprimere la quantità di beni acquistati, nonostante la spesa complessiva rimanga in crescita.

