Aggressioni al personale sanitario, in otto mesi 64 segnalazioni

Sono 64 le segnalazioni di episodi di violenza registrate dall’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale dall’inizio dell’anno al 31 agosto 2026. Gli episodi hanno coinvolto complessivamente 115 operatori e comprendono 59 casi di violenza verbale, 16 di violenza fisica e 9 episodi contro la proprietà. Numeri che riportano al centro il tema della sicurezza di chi lavora negli ospedali e nei servizi sanitari, ma anche della qualità e della continuità dell’assistenza.

L’ASU FC ha presentato alle organizzazioni sindacali di tutte le aree contrattuali, comparto e dirigenza, le azioni adottate per prevenire e gestire le aggressioni nei confronti degli operatori, sanitari e non solo.

Le segnalazioni e la prevenzione

I dati, secondo l’Azienda, confermano innanzitutto l’importanza di segnalare gli episodi. Conoscere la dimensione e le caratteristiche del fenomeno permette infatti di individuare gli interventi più adeguati. Allo stesso tempo, viene sottolineata la necessità di distinguere gli episodi legati a condizioni patologiche da quelli provocati da altre situazioni contingenti.

ASU FC ha da tempo adottato un sistema integrato che punta sulla prevenzione, sulla protezione degli operatori durante il lavoro e sul sostegno dopo un’aggressione, anche attraverso supporto psicologico e tutela legale.

Sono state predisposte due procedure operative specifiche: una per il personale delle strutture ospedaliere e una per gli operatori dei servizi territoriali e domiciliari. L’obiettivo è tenere conto delle diverse condizioni nelle quali si svolge l’attività assistenziale.

Le procedure prevedono una valutazione preventiva del rischio, il riconoscimento dei segnali di allarme, l’utilizzo di tecniche comunicative e di de-escalation, la richiesta tempestiva di aiuto e la segnalazione degli episodi.

Formazione e sistemi antiaggressione

Alle procedure si aggiunge la formazione del personale, rivolta ai diversi ruoli e alle differenti articolazioni organizzative. I percorsi puntano a rafforzare la capacità di riconoscere situazioni potenzialmente critiche, gestire i conflitti e adottare comportamenti utili a proteggere se stessi e le altre persone presenti.

Sul fronte tecnologico, l’Azienda ha inoltre avviato l’installazione di un sistema antiaggressione, attivabile attraverso pulsanti fissi o radiocomandi collegati alla Centrale operativa della Questura. È stato inoltre potenziato il sistema di videosorveglianza nelle aree interessate.

Il sistema è già operativo in diverse sedi dell’ASU FC, mentre altre installazioni sono in fase di collaudo o sono già programmate.

Dopo un’aggressione, l’operatore può inoltre accedere volontariamente al supporto psicologico dello Sportello di ascolto per il personale. Nei casi ad alto impatto che coinvolgono più équipe possono essere attivati interventi di defusing e debriefing. È prevista anche la tutela legale per i percorsi conseguenti all’aggressione.

Il principio alla base del sistema è che nessun operatore debba affrontare da solo una situazione riconosciuta come ad alto rischio.

“La violenza resta sempre inaccettabile”

L’Azienda sottolinea che gli episodi di violenza devono essere affrontati con fermezza, ma anche inseriti nel contesto dei cambiamenti che hanno interessato negli ultimi anni il rapporto tra cittadini e servizi pubblici. Comprendere queste dinamiche, viene evidenziato, non significa giustificare i comportamenti aggressivi, che restano inaccettabili, ma può aiutare a costruire strumenti di prevenzione più efficaci.

Resta centrale anche il rapporto con i cittadini. L’operatore e la struttura sanitaria, sottolinea ASU FC, non devono essere percepiti come un nemico: sono persone e organizzazioni chiamate a garantire assistenza, cura e continuità dei servizi.

Il confronto, la richiesta di informazioni e la possibilità di esprimere il proprio disagio devono trovare spazio, ma sempre nel rispetto delle persone. La violenza, sia verbale sia fisica, mette infatti a rischio gli operatori, interferisce con l’assistenza e può avere conseguenze sull’intera comunità.