In elicottero fino a 2.587 metri: le croci del Canin tornano sulle cime

Sono tornate sulle montagne dopo essere state recuperate e rimesse in sicurezza. Trasportate in quota in elicottero, le due croci del Canin sono state nuovamente sistemate sul Canin Piccolo e sulla cima del Monte Canin, a 2.587 metri di altitudine, dopo anni in cui il deterioramento ne aveva compromesso le condizioni.

Un intervento nato dalla Val Resia

Le croci, particolarmente esposte al vento, alla neve e al passare del tempo, negli ultimi anni erano diventate motivo di dispiacere per alpinisti ed escursionisti, ma anche per le comunità che vivono ai piedi del massiccio. Resia, Resiutta e Chiusaforte, sul versante italiano, e Bovec, in Slovenia, riconoscono infatti nel Canin una montagna condivisa, capace di collegare territori e comunità oltre il confine.

A promuovere concretamente il recupero è stato un gruppo di volontari e appassionati, in particolare della Val Resia, alcuni dei quali legati all’esperienza del Gruppo dei Ghiri di Resia, impegnato dagli anni Ottanta nella valorizzazione della montagna e dell’Alta Via Resiana.

“È un intervento che restituisce dignità a due simboli molto sentiti e rafforza il legame tra le comunità che vivono ai piedi del Canin”, ha evidenziato la sindaca di Resia Anna Micelli, che ha dato notizia dell’iniziativa.

La benedizione e il sostegno del territorio

Una volta riportate sulle cime, le due croci sono state benedette da don Alberto Zanier, pievano della Val Resia, oltre che di Pontebba e Dogna.

L’intervento ha coinvolto realtà italiane e slovene. A sostenerlo sono stati i Comuni di Resia, Resiutta, Chiusaforte e Bovec, insieme all’Ecomuseo Val Resia, al Parco Naturale delle Prealpi Giulie, al Cai regionale del Friuli Venezia Giulia e all’8° Reggimento Alpini di Venzone. Al progetto hanno inoltre contribuito Eurostratex, Carpenteria Sclauzero, Di Centa & Di Ronco, l’Asd Val Resia ed Elifriulia.

Il recupero delle croci assume così anche un significato legato alla collaborazione tra le comunità del territorio transfrontaliero. Un legame che richiama i valori della Riserva della Biosfera Transfrontaliera UNESCO Alpi Giulie, dove Italia e Slovenia condividono la tutela di un patrimonio naturale e una visione comune del territorio.

Ora le due croci sono nuovamente sulle cime del Canin. Esposte alle stesse condizioni della montagna, continueranno a segnare le vette e a custodire il significato che alpinisti, escursionisti e comunità hanno affidato loro nel tempo: un pensiero, una preghiera o un ricordo.