Lascia il lavoro e gira il mondo da sola: dopo oltre 2 anni Miriam torna in Friuli e racconta la sua storia

Aveva programmato di viaggiare per sei mesi, ma quell’avventura si è trasformata in un’esperienza lunga oltre due anni. Miriam Ferrarin, originaria di Maniago e conosciuta come Miry Giramondo, torna in Friuli Venezia Giulia dopo 830 giorni trascorsi in viaggio, attraversando più di trenta Paesi tra Europa, Medio Oriente e Asia. E sabato 17 ottobre racconterà la sua esperienza a Pordenone, in un incontro aperto al pubblico.

L’appuntamento, dal titolo “Da Pordenone al Mondo in solitaria”, è organizzato da EFASCE – Pordenonesi nel mondo e si terrà alle 18 al Ridotto del Teatro Verdi, con ingresso libero.

Da Londra a oltre trenta Paesi, il viaggio di Miriam

Tutto è cominciato il 30 giugno 2024, quando Miriam ha deciso di lasciarsi alle spalle la vita che aveva costruito a Londra, dove lavorava per diversi gruppi internazionali. L’obiettivo iniziale era concedersi una pausa di sei mesi per esplorare il mondo. Un progetto che, strada facendo, ha assunto dimensioni completamente diverse.

Dai Balcani al Medio Oriente, dalla Penisola Arabica all’Asia centrale, fino al Sud-est asiatico, la viaggiatrice friulana ha attraversato confini e conosciuto realtà molto lontane da quelle a cui era abituata. Non ha evitato neppure destinazioni considerate particolarmente complesse per chi viaggia in solitaria, come l’Afghanistan.

Un percorso fatto di incontri, spostamenti in autostop, sistemazioni improvvisate e situazioni da affrontare senza poter pianificare ogni dettaglio. “Il tutto con la voglia di riscoprire il mondo e, forse, anche me stessa – racconta Miriam –. È questo che continuo a cercare dopo 27 mesi: non semplicemente aggiungere un altro Paese alla lista, ma avere il tempo di fermarmi, osservare, parlare con le persone, perdermi un po’ e capire qualcosa in più del luogo in cui mi trovo”.

Un’esperienza che le ha insegnato anche ad affrontare gli imprevisti con uno spirito diverso. “Ho attraversato Paesi molto diversi tra loro, ho fatto autostop, ho dormito in posti improbabili, ho incontrato persone che sono rimaste nella mia vita e altre che probabilmente non rivedrò mai più. Ho imparato a risolvere problemi strada facendo e soprattutto ho imparato che non avere tutto sotto controllo non significa necessariamente essere persi”.

Il ritorno a Pordenone e l’incontro al Teatro Verdi

Prima di rientrare in Friuli Venezia Giulia, Miriam ha continuato a esplorare l’Europa orientale. Nelle ultime settimane il suo itinerario l’ha portata in Moldova, Transnistria, Romania e Bulgaria, territori che negli ultimi anni hanno attirato l’attenzione delle cronache internazionali.

Proprio il confronto tra ciò che viene raccontato di determinati Paesi e la realtà conosciuta attraverso l’esperienza diretta sarà uno dei temi della serata. Ferrarin parlerà delle persone incontrate, delle difficoltà affrontate e dell’importanza di superare i pregiudizi, senza ignorare le criticità dei luoghi visitati.

A guidare l’incontro sarà Costanza Spocci, giornalista e conduttrice di Radio3 Mondo. Sul palco interverrà anche Federica Pivetta, guida di Pnleggebooklovers. Per EFASCE, il ritorno di Miriam rappresenta inoltre un’occasione per riflettere sulle nuove forme di mobilità internazionale e sul rapporto tra il Friuli occidentale e i suoi cittadini che vivono all’estero.

“L’EFASCE – sottolinea il presidente Angioletto Tubaro – da oltre un secolo si occupa di assistere chi è partito dal Friuli occidentale: dopo l’emigrazione storica, ci sono ora nuove forme di permanenza all’estero e Miriam Ferrarin è proprio un esempio di come sia ricca di sfaccettature l’emigrazione moderna”.

Il presidente spiega che l’invito alla viaggiatrice nasce dalla volontà di condividere con il pubblico le sue esperienze e le emozioni vissute durante il lungo percorso. L’incontro si inserisce anche nel programma di iniziative previste per il fine settimana del 17 e 18 ottobre, quando Pordenone ospiterà diversi rappresentanti dei Segretariati EFASCE all’estero. Saranno due giornate dedicate al confronto e allo scambio di esperienze per individuare nuovi modi di mantenere i contatti con i corregionali che hanno lasciato il territorio negli ultimi anni.