Dopo l’annuncio del patrocinio del Comune di Udine al Fvg Pride, in programma sabato 3 ottobre con partenza e arrivo al Parco Moretti, arriva la presa di posizione di Fratelli d’Italia Udine. Il Circolo e il Gruppo consiliare cittadino del partito esprimono “forte perplessità” sulla decisione dell’amministrazione comunale, concentrando le proprie critiche soprattutto sui contenuti del Manifesto politico 2026 della manifestazione.
La presa di posizione, firmata da Ester Soramel e Giovanni Govetto, rappresenta la linea condivisa dall’intero Circolo e dal Gruppo consiliare di Fratelli d’Italia di Udine.
Le critiche di Fratelli d’Italia al manifesto
“Dietro gli slogan arcobaleno – sostiene Fratelli d’Italia – si nascondono rivendicazioni che nulla hanno a che vedere con l’uguaglianza e la non discriminazione”. Il partito contesta diversi passaggi del documento, citando tra gli altri l’utilizzo dell’acronimo LGBTQIAPK+ e i riferimenti alle “soggettività poliamorose” e alle “comunità kink/BDSM”.
Nella nota FdI critica inoltre l’impiego di espressioni come “corpi mestruanti” e le rivendicazioni relative al riconoscimento delle relazioni poliamorose e delle cosiddette “non-monogamie etiche”. Vengono contestate anche le posizioni espresse nel documento sui percorsi di transizione di genere, sulla cosiddetta “grassofobia”, sulle tematiche ambientali e vegane e sull’impostazione economica e internazionale del manifesto.
Il Manifesto politico 2026 era stato presentato dagli organizzatori del Pride ad aprile: tra i temi indicati da Fvg Pride figurano autodeterminazione, contrasto alle discriminazioni, riconoscimento delle famiglie e delle relazioni, salute pubblica, educazione, lavoro e giustizia sociale e climatica, con attenzione anche a persone migranti e sex worker.
“Il Comune condivide anche quelle posizioni?”
Il nodo sollevato da Fratelli d’Italia riguarda quindi il significato politico del patrocinio concesso dall’amministrazione. “Par di capire che il Comune di Udine scelga, come in passato, di concedere il patrocinio al Pride, ma non al manifesto“, afferma il partito, sostenendo che questa distinzione sarebbe in contrasto con la posizione assunta dagli stessi organizzatori sulla natura politica della manifestazione.
Da qui la domanda rivolta direttamente al sindaco Alberto Felice De Toni: “A questo punto sorge spontaneo chiedersi se De Toni condivide quel manifesto e se, d’ora in poi, chiamerà le sue assessore ‘corpi mestruanti’ o ‘con utero'”. Il patrocinio era stato annunciato in vista del ritorno della manifestazione a Udine. Il Comune, attraverso l’assessora alle Pari opportunità Arianna Facchini, aveva motivato il sostegno richiamando l’impegno dell’amministrazione “dalla parte dei diritti, della dignità delle persone e del contrasto a ogni discriminazione” e ricordando l’adesione della città alla rete nazionale RE.A.DY.

