Il dolore degli studenti di Udine per Emanuela del bar Alla Rocca: “La nostra seconda casa”

Il ricordo dei giovani.

La Rocca, così conosciuta tra i giovani, universitari e non, è stata per tutti da subito una seconda casa. Calore, affetto, sorrisi puri e genuini. Tra aperitivi, risate, cordialità e tanta leggerezza. Il bar che ognuno, veramente ognuno di noi, può sentire di chiamare casa“, così è considerato il bar Alla Rocca, in piazzetta Marconi, dai giovani di Udine.

E’ quel posto raccolto, sotto i portici, appena fuori dalla biblioteca Joppi, in pieno centro a Udine, che da oggi sarà più silenzioso, dopo la scomparsa della sua titolare Emanuela Lorenzon.

Era iniziata solo nel 2016 l’esperienza di Emanuela e Giuseppe Trevisiol, coniugi e proprietari, in questo nuovo locale, che sono, però, riusciti a lasciare un segno profondo negli assidui frequentatori.

Ci vogliono coraggio, costanza, amore e dedizione nel portare avanti un matrimonio per 33 anni. Ci vuole il doppio di tutte queste qualità per portare avanti, insieme, anche un bar o, come in questo caso, più di uno.

Nel 1988, poco dopo il matrimonio, Emanuela Lorenzon e Giuseppe Trevisiol avevano rilevato l’ex caffè Moderno di via Aquileia, il primo di una lunga serie di locali a Udine che avrebbero rilevato insieme, poi diventato “Caffè Cinecittà”. Hanno seguito Al Borgo di via Giusti e il caffè Cortina di via Savorgnana.

Anche se Emanuela ci ha lavorato solo un anno, in Rocca, è ricordata con estremo affetto da tutti gli universitari e non che, abbandonati i libri per una pausa più o meno lunga dallo studio, si riunivano in questo bar per un caffè, un aperitivo, o, ancora, i frequentatissimi apericena del venerdì sera. Emanuela era quella persona che, mentre studiavi, arrivava con muffin appena fatti e il sorriso sulle labbra, e così, con semplicità, ha contribuito a creare quel clima di famigliarità e accoglienza che chiunque frequenti la Rocca può testimoniare.

Tutti li conoscono, Beppe, Emanuela e Marta, loro figlia; sono persone a cui è facile volere bene. La lotta è stata lunga, e, alla fine, un po’ increduli, Emanuela abbiamo dovuto salutarla. Se ne è andata così, in un momento in cui nemmeno è concesso esternare il dolore o la vicinanza alle persone che ci circondano. Non si possono celebrare funerali, ma ci sarà una cerimonia di raccoglimento a Staranzano, luogo di origine di Emanuela, la prossima settimana, per ricordare una persona che, con naturalezza, un segno nella comunità udinese l’ha lasciato eccome.