La nuova vita dei negozi di abbigliamento, tra guanti monouso e abiti igienizzati

La riapertura dei negozi dopo il lockdown.

Via libera per i negozi di abbigliamento e tante attività di commercio al dettaglio. Dopo l’okay delle istituzioni, molti esercizi commerciali hanno rialzato oggi le serrande in Alto Friuli, tornando a disposizione dei clienti. Abbiamo chiesto ai negozianti di Tolmezzo le prime impressioni a poche ore dalla riapertura.

Siamo felicissime di essere ripartite. Nessuna ressa, questa mattina, ma abbiamo lavorato”. Hanno il volto radioso Marianna Di Piazza e Samantha Lupieri del negozio Sisley di via Garibaldi. Dopo settimane passate ad allestire e preparare il punto vendita, da oggi la serranda si è alzata. “Piano piano si riparte. Abbiamo notato – evidenziano – che la gente è attenta: tutti danno un’occhiata all’interno del negozio per vedere se è possibile entrare e si igienizzano le mani. Se vedono organizzazione, con le strisce di distanziamento e il plexiglass, le persone si sentono più sicure a entrare”. C’è da abituarsi ai nuovi protocolli, dai guanti monouso – che loro offrono in dotazione – alla mascherina quando si prova un capo d’abbigliamento. “Le nuove misure non sono un fastidio, ma una tutela in più per noi stesse e per i clienti. L’unica cosa che ci spiace – concludono – è non poter usare il climatizzatore, che d’estate è una bella comodità. Ma ce ne faremo una ragione, l’importante è ripartire”.

Elisa Cacitti, titolare del negozio Benetton di via Cavour, ha l’entusiasmo che sprizza dagli occhi. “Avevamo riaperto il reparto bambino da due settimane, oggi è stato il turno di quello per gli adulti. E i primi clienti non sono mancati”. A differenza della prima ripartenza, il 4 maggio, oggi lo stato d’animo è diverso: “Allora non c’era quasi nessuno in giro, oggi invece Tolmezzo brulica di vita”. Il negozio mette a disposizione guanti monouso per i clienti, due dispenser di gel igienizzante e anche mascherine per chi ne è sprovvisto. La conformazione del locale ha permesso di ricavare una corsia d’entrata e una per uscire. “È bellissimo poter riabbracciare, metaforicamente, i nostri clienti – aggiunge Cacitti -. Ci è mancato il contatto con loro. Capiamo che provare gli abiti con addosso i guanti sia una fatica, ma nessuno ha protestato”. La novità, per il negozio, è l’obbligo di igienizzare l’abito dopo la prova non seguita dall’acquisto: “ È un po’ faticoso, ma va bene così. Si va avanti, si riparte”. L’entusiasmo di Elisa si tocca con mano: “Ora che abbiamo riacquistato un po’ di normalità – riflette – si riapprezzano di più le cose che si davano per scontate”.

Gian Paolo Da Pozzo oggi ha tirato su le serrande della sua storica azienda. Da Pozzo Casa, in via Roma, esiste da un secolo. “La riapertura è stata fortemente desiderata, anche perché dovevano dare un segnale di valutazione del senso di responsabilità della gente in Fvg. Purtroppo – la sua analisi – il commercio è in balia di un’estrema confusione e improvvisazione da parte del Governo. Fino all’ultimo hanno atteso di comunicarci linee guida e protocolli per la riapertura. Ci siamo trovati in difficoltà, pur intuendo quali potessero essere le misure”. Questa mattina, Da Pozzo è stato impegnato nella predisposizione di tutti gli ultimi accorgimenti, come stampare la cartellonistica. E alle 10, orario di apertura, fuori dalla porta c’era già il primo cliente. “Le persone devono vincere la diffidenza e sapere che i negozi sono sicuri. C’è bisogno di socialità, ma è un’esigenza da gestire con responsabilità”. Quest’ultimo suona come un monito ai colleghi. L’imprenditore ha riaperto con rinnovato entusiasmo “e mi auguro – conclude – che ci sia una ripresa dei consumi in ambito locale, privilegiando le attività del proprio territorio. Tolmezzo ha bisogno di ricominciare alla grande”.

L’Alto Friuli, con oggi, ha ricominciato a vivere. E la voglia di guardare oltre all’emergenza coronavirus è tanta.

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