L’Iran minaccia le basi Usa in Europa, ad Aviano l’allerta resta Bravo Plus

Resta il livello di allerta Bravo Plus: molto improbabile una minaccia concreta per la base di Aviano

Le nuove minacce attribuite all’Iran contro le installazioni militari americane in Europa hanno inevitabilmente riacceso l’attenzione anche sulla base Usaf di Aviano, uno dei principali avamposti statunitensi nel continente. Ma, almeno sulla base delle informazioni emerse finora, la struttura in provincia di Pordenone non compare tra i possibili obiettivi indicati.

Le indiscrezioni sono state pubblicate dal Financial Times, secondo cui Teheran starebbe valutando possibili azioni contro obiettivi militari statunitensi nell’Europa sudorientale nel caso di una nuova escalation del conflitto con gli Stati Uniti. Tra le aree citate figurano in particolare Cipro e Bulgaria, molto più vicine geograficamente all’Iran rispetto al Nordest italiano.

Aviano è entrata nel dibattito soprattutto per la sua importanza strategica: la base ospita il 31st Fighter Wing dell’Us Air Force ed è uno dei principali punti d’appoggio americani in Europa. Questo, tuttavia, non significa che sia stata indicata da Teheran come possibile bersaglio.

Aviano è a circa 3.500 chilometri da Teheran

A ridimensionare l’allarme è prima di tutto la geografia. Tra Teheran e Aviano ci sono circa 3.500 chilometri in linea d’aria, una distanza decisamente superiore rispetto a quella che separa l’Iran dalle installazioni americane presenti nel Mediterraneo orientale e nell’Europa sudorientale.

Gran parte dei missili balistici iraniani conosciuti ha una gittata molto inferiore. Tra questi c’è il Sejjil, accreditato di un’autonomia nell’ordine dei 2.000 chilometri, sufficiente a raggiungere obiettivi molto più vicini ma non Aviano con un lancio convenzionale dalla maggior parte del territorio iraniano.

La distanza, tuttavia, non permette di escludere in assoluto capacità iraniane a più lungo raggio, ma uno scenario di questo tipo appare al momento molto poco probabile.Il dato più rilevante, al momento, è un altro: le indiscrezioni sulle possibili ritorsioni in Europa non fanno riferimento né alla base friulana né all’Italia.

I possibili obiettivi sarebbero più a est

Lo scenario descritto riguarda soprattutto installazioni americane collocate molto più vicino all’Iran. Cipro e Bulgaria rientrano infatti nell’area geografica sulla quale, secondo le fonti citate dalla stampa internazionale, Teheran starebbe concentrando le proprie valutazioni.

La minaccia sarebbe comunque condizionata a un’ulteriore escalation militare da parte degli Stati Uniti e non viene descritta come l’annuncio di un attacco imminente. Anche la Nato continua a mantenere alta l’attenzione sulle capacità missilistiche iraniane. L’Alleanza ha già dimostrato nei mesi scorsi di essere in grado di individuare e intercettare missili balistici iraniani diretti verso la Turchia, rafforzando parallelamente la propria postura di difesa aerea e antimissile.

Ad Aviano resta l’allerta “Bravo Plus”

Alla base di Aviano, intanto, il livello di sicurezza resta “Bravo Plus”, senza un innalzamento specificamente collegato alle indiscrezioni di queste ore. È una condizione di vigilanza rafforzata che prevede controlli più stringenti, monitoraggio delle aree sensibili e ulteriori precauzioni nella gestione degli accessi.

Non si tratta peraltro di una novità delle ultime ore. Il dispositivo di sicurezza attorno alla base è stato rafforzato già nei mesi scorsi, in un contesto internazionale segnato dalla guerra in Ucraina e dalle tensioni sempre più forti in Medio Oriente.

L’importanza militare di Aviano rende inevitabile che ogni nuova minaccia contro le basi statunitensi in Europa richiami l’attenzione anche sul Friuli Venezia Giulia. Ma trasformare automaticamente la base pordenonese in un obiettivo dell’Iran significa andare oltre quanto emerso finora: le indiscrezioni riguardano il Sud-est europeo e, allo stato attuale, non indicano Aviano tra i possibili bersagli.