Il legno e il mosaico come strumenti per raccontare la vita, i ricordi e la propria immaginazione. A Blessano di Basiliano apre la mostra “Mosaici di Legno”, dedicata alle opere di Pietro Aurelio Antonutti (1919-1990), artista autodidatta originario del paese, conosciuto soprattutto per aver trasformato la facciata della propria abitazione in una straordinaria composizione di mosaici.
L’esposizione nasce dalla volontà della Pro Loco di Blessano, in collaborazione con l’Associazione Culturale Pietro Aurelio Antonutti, fondata dai familiari dell’artista, di far conoscere un patrimonio artistico poco convenzionale, profondamente legato alla storia e all’identità del territorio friulano.
Dalla vita quotidiana alla passione per l’arte
Nato a Blessano nel 1919, Pietro Aurelio Antonutti svolse diversi lavori nel corso della sua vita, tra cui quello di calzolaio e di cavatore in Francia. A causa di problemi di salute fu costretto a lasciare il lavoro e andò in pensione a soli 40 anni. Fu proprio in questa fase della sua esistenza che iniziò ad avvicinarsi alla creazione artistica, trovando nel mosaico e nella lavorazione del legno nuove forme di espressione.
La tecnica del mosaico gli venne trasmessa da uno dei figli, che frequentava la Scuola Mosaicisti del Friuli di Spilimbergo. Dopo aver realizzato insieme alcuni elementi d’arredo, Antonutti cominciò a sperimentare autonomamente, creando quadri in mosaico e opere di tarsia lignea. Le sue composizioni prendono ispirazione dalla natura, dalla spiritualità, dalla vita quotidiana e dai ricordi personali, dando forma a un linguaggio artistico spontaneo, lontano dalle regole accademiche e guidato soprattutto dall’immaginazione.
La Casa Mosaicata, un’opera diventata simbolo di Blessano
La testimonianza più conosciuta della sua creatività è la Casa Mosaicata di Blessano, realizzata tra il 1975 e il 1981. Antonutti decorò progressivamente la facciata dell’abitazione familiare senza seguire un progetto prestabilito, lasciandosi guidare dall’ispirazione del momento.
Sulle pareti trovano spazio scene religiose, paesaggi popolati da animali, scorci di Venezia, volti di familiari e conoscenti, accanto a reinterpretazioni di celebri opere d’arte, tra cui la Pietà di Michelangelo. Il risultato è un insieme di immagini e colori che rende l’edificio immediatamente riconoscibile. La casa è diventata nel tempo una curiosità del territorio ed è segnalata anche su Google Maps come attrazione turistica con il nome di “Casa dei Mosaici”.
Una mostra per riscoprire le sue opere in legno
Con “Mosaici di Legno”, l’attenzione si concentra in particolare su una parte della produzione artistica di Antonutti meno conosciuta rispetto alla celebre facciata mosaicata: le opere realizzate attraverso la lavorazione e l’accostamento di elementi lignei, nelle quali l’artista esprimeva la stessa libertà creativa che caratterizza i suoi mosaici.
La sua figura è stata segnalata anche dalla rivista d’arte Artribune, nell’ambito degli artisti spontanei e visionari: creatori che operano individualmente, spesso senza conoscere esperienze artistiche simili alla propria e senza riconoscersi in un movimento preciso. L’iniziativa promossa dalla Pro Loco e dall’associazione intitolata all’artista vuole quindi conservare e tramandare alle nuove generazioni l’eredità di Pietro Aurelio Antonutti, valorizzando una storia nella quale esperienze personali, abilità manuale e fantasia si sono trasformate in un patrimonio culturale originale per Blessano e per tutto il Friuli.

