La ripartenza per Uber, il barman di Tolmezzo: “Qui ci rimbocchiamo le maniche”

La ripartenza secondo il barman di Tolmezzo Michelli.

Ha voluto scommettere sul suo territorio, aprendo un negozio in tempi di pandemia. Del resto, buon sangue non mente, perché la sua famiglia ha deciso 25 anni fa di avviare il Bar Al Cavallino di Tolmezzo, che quest’anno festeggia il quarto di secolo di attività. Uber Michelli, 41 anni, da quando ne aveva 16 fa il barman nell’attività familiare e dallo scorso settembre ha avviato in via Matteotti, sempre nel capoluogo carnico, “UB Organics YouHemp Corner”, negozio di prodotti a base di cannabis leggera.

Uber, Tolmezzo come sta vivendo la ripartenza?

“Noi siamo carnici, non ci abbattiamo mai e siamo sempre pronti a rimboccarci le maniche. Ciò non toglie che nel nostro settore, quello della ristorazione, il momento è veramente delicato in quanto molte attività sono in piena difficoltà e stanno provando a ripartire con le poche forze che gli sono rimaste”.

E la sua, di ripartenza, com’è stata?

“Io personalmente dato l’evolversi della situazione ho deciso di aprire a settembre un negozio di canapa e derivati a fine settembre sia per avere un “paracadute finanziario”, sia perché il mercato di Tolmezzo era ancora libero. Inoltre, era da un po’ che mi interessavo al settore della canapa. Questa attività mi ha permesso di “galleggiare” fin qua”.

Vede ancora la voglia dei giovani di scommettere sulla Carnia e di disegnare un futuro per il territorio?

“Dicono che le crisi economiche aiutino le persone ad aguzzare l’ingegno e la creatività per proporsi sul mercato con nuove idee e proposte per il pubblico. Posso dire che qui in Carnia ci sono molti giovani capaci e intraprendenti in grado di trovare molte opportunità sul nostro territorio, specialmente per quanto riguarda il settore dell’accoglienza turistica naturalistica, sport all’aria aperta e trekking, che penso sia ancora poco sfruttata, ma sicuramente si può fare molto bene in futuro”.

Che cosa si aspetta dai mesi venturi?

“Nei prossimi mesi non mi aspetto degli aiuti dal governo, come è sempre stato nell’ultimo anno e mezzo, ma sicuramente spero che “l’agonia dell’apri e chiudi” senza rispetto per i gestori sia finita una volta per tutte. Mi auguro, insomma, che potremo svolgere finalmente di nuovo il nostro lavoro in totale serenità, se non economica ma almeno quella mentale. Quella non ha prezzo”.

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