Caso Preone, nuovo incontro a Tolmezzo: ” Serve unità per rafforzare tutele ai sindaci”

L'assessore Riccardi nel corso del suo intervento

Un momento di confronto delicato, ma anche di forte coesione istituzionale, quello andato in scena ieri a Tolmezzo, dove amministratori locali e rappresentanti della Protezione civile si sono riuniti per affrontare una vicenda che sta facendo discutere ben oltre i confini della Carnia. Al centro dell’incontro, le conseguenze della recente condanna del sindaco di Preone Andrea Martinis e il coordinatore comunale della Protezione civile Renato Valent.

A margine della riunione, l’assessore regionale alla Protezione civile Riccardo Riccardi ha sottolineato l’importanza di una risposta compatta da parte delle istituzioni, evidenziando come la questione non riguardi solo il territorio friulano, ma investa l’intero sistema nazionale della Protezione civile. Un passaggio che apre a possibili interventi normativi e a un rafforzamento delle garanzie per chi opera quotidianamente nella gestione delle emergenze.

“Ritengo sia estremamente importante l’unità di intenti registrata in questa fase per l’introduzione delle tutele necessarie e doverose a garantire il ruolo dei sindaci, dei coordinatori e dei volontari all’interno del sistema di Protezione civile”, ha spiegato Riccardi. Come ha ricordato l’assessore, la Regione ha prontamente attivato tutti gli strumenti a propria disposizione, a partire dalla copertura delle spese processuali e degli oneri legali.

Le tre linee d’azione della Regione

“Sotto la guida del governatore Fedriga, stiamo agendo su tre fronti precisi. In primo luogo – ha spiegato Riccardi -, è fondamentale che sindaci, volontari, parlamentari e rappresentanti del Governo si esprimano con un’unica voce. Quella che stiamo portando avanti, infatti, non è una battaglia esclusiva della Carnia, ma una sfida di rilievo nazionale che coinvolge l’intero sistema e che richiede una reazione composta ma ferma”.

Il secondo punto, come ha aggiunto l’assessore – riguarda le modalità d’intervento normativo. Pur nel rispetto dell’autonomia della magistratura — “le sentenze non si commentano, ma le norme sì” — non si può permettere che l’attuale quadro regolatorio porti alla scomparsa del volontariato. “C’è questo provvedimento legislativo incardinato al Senato, che ha ricevuto il parere favorevole della Conferenza delle Regioni e che prevede una modifica del Codice penale. Il nostro lavoro non deve correggere una sentenza, ma rafforzare questa norma già in itinere affinché l’iter in Commissione Affari Costituzionali proceda speditamente, coinvolgendo i ministeri competenti, in particolare quello di Giustizia”.

Il terzo tema, secondo l’assessore, riguarda la natura stessa delle responsabilità. “Dobbiamo essere realisti: sebbene non sia ipotizzabile un’immunità, sono indispensabili tutele giuridiche certe. In questo quadro, a mio parere, il sindaco deve mantenere un ruolo primario e non essere relegato a una figura gregaria”.

Infine Riccardi ha concluso sottolineando che un primo risultato è già stato ottenuto con la modifica dell’applicazione del Decreto 81/2008 (Testo Unico Sicurezza) ai volontari di Protezione civile, distinguendola da quella lavorativa. La norma mira a tutelare sindaci e coordinatori, non più equiparati a datori di lavoro, focalizzandosi su formazione e dispositivi di protezione.