Un progetto di strade smart per collegare gli 8 comuni del basso Friuli

Una svolta in chiave ecologica per i trasporti.

Un progetto di mobilità sostenibile tra Codroipo e Palmanova. E’ questa la proposta illustrata dall’assessore regionale alle Infrastrutture Graziano Pizzimenti, che intende definire una sorta di tragitto smart per sostenere l’ambiente. Ad essere coinvolti saranno otto Comuni nella bassa pianura friulana e sedici centri minori, raccogliendo così circa 42mila residenti.

Sono questi i numeri legati alla duplicazione del collegamento stradale ipotizzato lungo la direttrice tra le due città, garantito da un tratto di Napoleonica e l’asse della strada regionale Ud 65. In pratica, due tragitti paralleli che consentirebbero di raddoppiare la capacità complessiva e di ottimizzare le prestazioni delle reti regionali dell’area intera.

Il progetto.

“L’intervento – spiega Pizzimenti – sfrutta la fitta rete che caratterizza la bassa pianura friulana. Il proposito è quello di specializzare l’asse della Sr 65 Ud per garantire i collegamenti attuali, ma sviluppando al tempo stesso
svariati tipi di mobilità: ciclistica, pedonale e un trasporto pubblico ecosostenibile che garantisca frequenze e livelli di servizio concorrenziali con il mezzo privato”.

Il progetto prevede la trasformazione dell’asse viario attraverso una riorganizzazione della sezione stradale con adeguamenti, all’interno dei centri abitati e nei tratti extraurbani, per ospitare una ciclovia , un servizio pubblico elettrico o a idrogeno su corsia riservata con fermate frequenti e la possibilità di caricare le biciclette. La marcia delle navette potrebbe avvenire anche in promiscuità con il traffico automobilistico, ma con limiti di velocità inferiori ai 30 chilometri orari.

Si prevede anche un asse informatizzato e dotato di fibra ottica per offrire lungo il tracciato indicazioni in tempo reale utili per l’utente e l’erogazione dei servizi al pendolare o all’occasionale. Inoltre, si potranno valutare i risultati in termini di diminuzione dell’inquinamento e degli incidenti stradali con particolare riferimento all’aumento della sicurezza per le utenze più deboli”.

Il dibattito.

Il progetto è stato discusso davanti alla IV Commissione consiliare presieduta da Mara Piccin. L’articolato dibattito è stato animato dagli interventi e dalle richieste di ulteriori chiarimenti da parte dei consiglieri regionali. Piccin, dal canto suo, ha puntualizzato l’appartenenza del tema al Green Deal europeo (insieme di iniziative politiche portate avanti dalla Commissione europea per raggiungere la neutralità climatica in Europa entro il 2050).

Le principali discussioni hanno riguardato la collocazione del progetto nell’ambito della Sessione europea 2020. Sono intervenuti i consiglieri
democratici Nicola Conficoni e Mariagrazia Santoro hanno sottolineato i costi necessari e l’idea di mobilità post coronavirus.

Perplessità anche da parte dei pentastellati Ilaria Dal Zovo e Cristian Sergo che ha evidenziato i precedenti casi “di via libera a progetti interessanti ma, dopo due o tre anni, pur con gli stanziamenti disposizione, tutto è ancora fermo”. Invece, il pattista Massimo Moretuzzo ha manifestato il suo apprezzamento.

Furio Honsell (Open Fvg) ha ricordato che “il tema delle piste ciclabili è condizionato dal problema di poter superare le grandi arterie. Finché non ci saranno misure speciali per aggirarle, rimarrà sempre una complicata ragnatela. Inoltre, spingerei a livello europeo per incentivare l’elettrico per il trasporto pubblico locale”. Sul fronte Lega, infine, il consigliere Lorenzo Tosolini ha fatto seguito al collega Stefano Turchet che si è lamentato “per il poco tempo concesso per discutere in merito alla Sessione europea”.

“Siamo ancora al livello di ipotesi e di semplice proposta. Una sorta di progetto pilota, limitato e non faraonico. Se otterrà i risultati sperati,
sarà più facile chiedere maggiori stanziamenti per le eventuali repliche. Abbiamo individuato un’area ideale dalla quale partire”, ha puntualizzato Pizzimenti.

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