I due distributori non avevano comunitcato i prezzi del carburante sul portale del Ministero.
Prosegue l’attività di controllo della Guardia di Finanza sul fronte della trasparenza dei prezzi dei carburanti. A Trieste, i finanzieri del Comando provinciale hanno avviato una serie di verifiche sui distributori stradali, individuando due società che non avevano rispettato gli obblighi di comunicazione dei prezzi praticati al pubblico.
L’operazione rientra nelle linee guida fissate dal Comando generale delle Fiamme Gialle e punta a garantire correttezza lungo tutta la filiera dei prodotti energetici. L’obiettivo è duplice: tutelare i consumatori e assicurare la piena trasparenza delle tariffe applicate presso gli impianti di distribuzione.
Prezzi non comunicati al Ministero: cosa prevede la normativa
Nel corso dei controlli, è emerso che i due distributori non avevano provveduto a comunicare i prezzi delle diverse tipologie di carburante attraverso il portale “Osservaprezzi carburanti” del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, come previsto dall’articolo 51 della legge 99/2009. Un obbligo che impone agli operatori di aggiornare i dati almeno una volta a settimana, anche in assenza di variazioni.
La normativa non ha solo finalità informative: la comunicazione dei prezzi è infatti strettamente collegata all’obbligo di applicare al pubblico le tariffe dichiarate, evitando possibili pratiche speculative a danno degli automobilisti.
Per le irregolarità riscontrate, le due società sono state sanzionate con verbali amministrativi fino a un massimo di 2.000 euro, come previsto dalla legge 23/2023. Gli esiti degli accertamenti sono stati inoltre trasmessi alla Prefettura di Trieste per le valutazioni di competenza.
