Un odore acre che si sprigiona da un semirimorchio, poi un’altra segnalazione per un secondo mezzo. Giovedì 29 ottobre i Vigili del fuoco sono stati chiamati a intervenire due volte nel porto di Trieste per la presenza di odori sospetti su camion in attesa di imbarco. Le verifiche hanno individuato una perdita da due fusti di etilmercaptano nel primo caso, mentre nel secondo sono stati rilevati vapori oltre la soglia consentita.
La perdita dai fusti al Punto Franco Nuovo
Il primo allarme è scattato alle 9.30 al molo VI del Punto Franco Nuovo. Da un semirimorchio proveniva un forte odore acre. Il mezzo era già stato spostato in una zona sicura quando sono arrivati i Vigili del fuoco, affiancati dal funzionario di guardia e dagli specialisti del nucleo NBCR, esperti nella gestione dei rischi nucleari, biologici, chimici e radiologici.
A bordo c’erano fusti di etilmercaptano. L’ispezione, condotta anche con la strumentazione in dotazione al nucleo specializzato, ha permesso di individuare due contenitori con una lieve perdita dai tappi. La fuoriuscita era già stata tamponata e non sono stati rilevati rischi immediati.
D’intesa con il responsabile del terminal, i tecnici dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico orientale e la Capitaneria di porto, è stato deciso di lasciare il semirimorchio nell’area sicura. Nei prossimi giorni sarà l’azienda proprietaria del carico a provvedere alla bonifica della sostanza fuoriuscita.
Secondo intervento per vapori anomali
Poco dopo le 12.50, nuova chiamata al Piazzale Legnami. Anche qui un odore anomalo proveniva da un semirimorchio in attesa di essere imbarcato. Il carico era diverso: fusti di resine infiammabili. Questa volta i controlli non hanno evidenziato perdite, ma la concentrazione di vapori è risultata leggermente superiore alla soglia consentita.
Anche il secondo mezzo è stato trasferito in una zona sicura. Gli accertamenti successivi saranno effettuati dall’azienda proprietaria del carico, in coordinamento con il terminal e gli enti coinvolti.

