La sala delle emergenze di Palmanova intitolata a Giuseppe Zamberletti, padre della ricostruzione del Friuli

A cinquant’anni dal terremoto del 1976, la Protezione civile del Friuli Venezia Giulia rende omaggio a Giuseppe Zamberletti, figura simbolo della ricostruzione del Friuli e considerato il padre della Protezione civile italiana. La sala ottagonale della sede regionale di Palmanova, dove vengono coordinate le operazioni durante le emergenze, porta ora il suo nome.

La cerimonia di intitolazione si è svolta oggi, martedì 13 ottobre, alla presenza dell’assessore regionale alla Protezione civile Riccardo Riccardi, del capo del Dipartimento nazionale Fabio Ciciliano, dei sindaci di Palmanova e Gemona del Friuli, Giuseppe Tellini e Roberto Revelant, e degli studenti del liceo linguistico Luigi Einaudi di Palmanova. Un riconoscimento che arriva nell’anno del cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli, per ricordare l’uomo che ebbe un ruolo determinante nella gestione dell’emergenza e nel percorso di rinascita delle comunità colpite dal sisma.

Il ricordo di Zamberletti

“A 50 anni dal terremoto del 1976 ricordiamo con un segno tangibile colui che è riconosciuto da tutti come il padre della Protezione Civile e della ricostruzione del Friuli: Giuseppe Zamberletti. Intitolare a lui questa sala, luogo dove nel tempo sono state prese importanti decisioni per affrontare emergenze e difficoltà del territorio, è un atto dovuto. Ci sono storie dotate di una forza straordinaria, e ci sono uomini come Zamberletti che non muoiono mai”, ha dichiarato Riccardi durante la cerimonia.

La scelta della sala di coordinamento non è casuale. Proprio in questo ambiente, negli anni, sono state affrontate situazioni particolarmente delicate per il territorio regionale, attraverso decisioni e interventi che hanno coinvolto il sistema della Protezione civile. “Tra le tante iniziative pensate per ripercorrere questi 50 anni, intitolare questo luogo a un nome così importante era per noi un punto indiscutibile”, ha sottolineato l’assessore.

Riccardi ha quindi richiamato l’importanza di guardare anche alle sfide future, ricordando la capacità di Zamberletti di anticipare le necessità legate alla gestione delle emergenze. “Questa struttura non ha bisogno soltanto di memoria, ma di futuro. Zamberletti ebbe la straordinaria capacità di prevedere le emergenze prima che accadessero, con una visione estremamente lungimirante”.

Nel suo intervento, l’assessore ha evidenziato anche il valore umano e sociale della ricostruzione friulana, che non fu soltanto un’operazione di ripristino degli edifici e delle infrastrutture, ma un percorso costruito attorno alle esigenze delle persone e delle comunità.

Un saluto particolare è stato rivolto a Dario Barnaba e Roberto Domenici, presenti alla commemorazione e rappresentanti di quella classe politica che, dopo il terremoto, contribuì a sostenere le scelte necessarie per la ricostruzione. Anche Fabio Ciciliano, capo del Dipartimento nazionale della Protezione civile, ha ricordato l’importanza dell’esperienza friulana nella nascita e nello sviluppo del sistema italiano di gestione delle emergenze. Un modello cresciuto grazie alle intuizioni di Zamberletti e alla capacità delle comunità locali di reagire e organizzarsi di fronte alla devastazione provocata dal sisma.

A Palmanova anche la mostra “Terremoti d’Italia”

La giornata è stata anche l’occasione per inaugurare, nella sede della Protezione civile regionale, la mostra itinerante “Terremoti d’Italia”, promossa dal Dipartimento nazionale della Protezione civile in collaborazione con Lares Italia, l’Unione nazionale dei laureati esperti in Protezione civile. L’esposizione propone un percorso educativo e interattivo dedicato alla conoscenza dei terremoti, con particolare attenzione alla prevenzione e ai comportamenti da adottare per ridurre i rischi.

Accanto alle fotografie e ai materiali informativi, i visitatori potranno sperimentare due simulatori sismici. La “Stanza sismica” permette di comprendere gli effetti di un terremoto all’interno di un’abitazione, mentre la “Città sismica” mostra come le scosse possano incidere sugli edifici e quanto siano importanti le tecniche costruttive antisismiche. L’obiettivo è far comprendere che, sebbene non sia possibile prevedere con precisione quando si verificherà un terremoto, è possibile limitarne le conseguenze attraverso la conoscenza, la preparazione e l’utilizzo di adeguati sistemi di protezione.

La mostra resterà aperta fino a metà novembre nella sede regionale della Protezione civile di Palmanova, con ingresso da via Strada Militare. Le visite saranno possibili dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 17, mentre il sabato l’apertura sarà dalle 9 alle 13. Un’iniziativa che unisce la memoria del terremoto del 1976 alla necessità di diffondere, soprattutto tra le nuove generazioni, una maggiore consapevolezza del rischio sismico e dell’importanza della prevenzione.