Le bollette di luce e gas pesano sempre di più sui bilanci delle famiglie del Friuli Venezia Giulia, dove nei primi sei mesi della crisi nel Golfo Persico si è registrato un aggravio complessivo di 58 milioni di euro. È quanto emerge da un’analisi di Confartigianato, elaborata sui dati Istat, che fotografa l’impennata dei prezzi dell’energia tra febbraio e agosto 2026.
In regione, il costo dell’energia domestica è aumentato del 14,6%, con conseguenze dirette sulle spese quotidiane. Una crescita che supera quella registrata a livello nazionale, dove i rincari di elettricità, gas e altri combustibili hanno raggiunto complessivamente l’11,4%, a fronte di un’inflazione generale del 2,8%.
Luce e gas, rincari quattro volte superiori all’inflazione
Secondo i dati diffusi da Confartigianato il 22 settembre, le famiglie italiane hanno sostenuto una spesa aggiuntiva stimata in 1,781 miliardi di euro nell’arco di appena sei mesi. A incidere maggiormente è stato il gas, con un aumento del 13,5%, seguito dall’elettricità, cresciuta del 10,1%.
L’incremento dei prezzi energetici è stato quindi circa quattro volte superiore a quello dell’inflazione generale, mettendo ulteriormente sotto pressione i bilanci domestici. Il Friuli Venezia Giulia figura tra i territori che hanno registrato rincari particolarmente consistenti. A livello provinciale, Gorizia ha fatto segnare un aumento dei prezzi dell’energia del 15,6%, il più elevato tra i 78 capoluoghi considerati nell’analisi di Confartigianato.
Per quanto riguarda la spesa aggiuntiva complessiva, il maggiore aggravio si è verificato in Lombardia, con 329 milioni di euro, seguita dal Veneto con 216 milioni e dal Lazio con 166 milioni.
Quanto pesano gli aumenti sulle famiglie
Ma quanto si traducono concretamente questi rincari sulle bollette? L’ufficio studi di Manirent ha elaborato i dati di Confartigianato, rapportando gli 1,781 miliardi di euro di spesa aggiuntiva ai quasi 27 milioni di nuclei familiari italiani.
Ne emerge una media indicativa di circa 66 euro in più per famiglia nell’arco di sei mesi, equivalenti a circa 11 euro al mese. Un valore che non rappresenta necessariamente l’aumento sostenuto da ogni nucleo, dal momento che la spesa effettiva dipende dai consumi, dalle dimensioni dell’abitazione, dal tipo di riscaldamento e dalle condizioni contrattuali.
Il problema principale riguarda soprattutto la continuità dei rincari. Anche un aumento apparentemente contenuto può incidere sensibilmente sul bilancio familiare quando si ripete ogni mese. Una famiglia che si ritrova a pagare 15 euro in più al mese, ad esempio, potrebbe sostenere 180 euro di spesa aggiuntiva in un anno, qualora l’aumento rimanesse costante. Con 25 euro mensili in più, l’aggravio annuale salirebbe a 300 euro. Si tratta di simulazioni e non di previsioni sull’andamento futuro dei prezzi, che potrebbero aumentare ulteriormente oppure ridursi nei prossimi mesi.
Come capire quanto è aumentata davvero la bolletta
Per valutare l’impatto effettivo dei rincari, il confronto più utile è quello tra bollette riferite a periodi equivalenti, verificando non soltanto l’importo complessivo ma anche la quantità di energia consumata. Se una famiglia ha pagato 420 euro rispetto ai 360 euro di un periodo precedente, l’aumento è di 60 euro. Ma per capire quanto dipenda dai rincari energetici è necessario controllare anche i consumi.
Se i kilowattora di elettricità o i metri cubi di gas utilizzati sono rimasti sostanzialmente invariati, la differenza può essere attribuita principalmente ai prezzi e alle altre componenti della bolletta. Se invece sono aumentati anche i consumi, una parte della maggiore spesa potrebbe dipendere da un utilizzo più intenso degli impianti o da fattori stagionali.
È proprio questa distinzione a permettere di valutare il peso reale dell’energia sul bilancio domestico. I 58 milioni di euro di spesa aggiuntiva stimati in Friuli Venezia Giulia rappresentano infatti un dato complessivo, ma l’impatto economico cambia sensibilmente da una famiglia all’altra.

