Buco ai danni del Seminario di Udine: sequestrati 3 milioni agli indagati

Nuovo sviluppo nella vicenda degli ammanchi emersi nella precedente gestione economica del Seminario arcivescovile “San Luigi Scrosoppi” di Udine. Il Tribunale civile di Udine ha disposto il sequestro conservativo di beni per poco più di 3 milioni di euro nei confronti dei soggetti indagati e delle società a loro riconducibili, nell’ambito della vicenda segnalata dal Seminario alla magistratura.

Le irregolarità erano state segnalate nell’aprile del 2024, quando il Seminario aveva portato all’attenzione dell’autorità giudiziaria quanto emerso sulla precedente gestione economica, relativa al periodo antecedente al 2022. La Procura di Udine aveva quindi avviato un procedimento penale per appropriazione indebita aggravata e autoriciclaggio, seguito dal pubblico ministero Andrea Gondolo.

Il procedimento è ancora in corso e dovrà stabilire i fatti e le eventuali responsabilità. Nel frattempo, sul fronte civile, nel giugno 2026 il Seminario ha chiesto al Tribunale di Udine un sequestro conservativo nei confronti degli indagati e delle società che possiedono o hanno posseduto, con l’obiettivo di tutelare la possibilità di recuperare le somme che ritiene siano state sottratte e ottenere il risarcimento dei danni.

L’inchiesta penale

La vicenda penale riguarda l’ex economo del Seminario e un imprenditore, entrambi indagati per appropriazione indebita aggravata e autoriciclaggio. Secondo l’ipotesi della Procura, fondi del Seminario sarebbero stati utilizzati per pagare lavori fatturati all’ente ma eseguiti, in realtà, su immobili privati riconducibili agli indagati. Tra le contestazioni ci sarebbero anche somme del Seminario utilizzate per finanziare società riconducibili alle persone coinvolte.

L’importo quantificato dalla Procura superava 1,2 milioni di euro e riguardava il periodo dal 2018 al 2022. Al centro dell’inchiesta ci sono lavori formalmente riferiti a un immobile di proprietà del seminario a Reana del Rojale. Per la Procura, quegli interventi sarebbero stati in realtà il paravento per finanziare ristrutturazioni e migliorie su immobili riconducibili all’ex economo, all’imprenditore o a loro familiari.

Il procedimento penale è ancora nella fase dell’udienza preliminare. La prossima udienza è fissata per il 3 novembre 2026, dopo il rinvio disposto per il legittimo impedimento del difensore di uno degli imputati.

Il sequestro disposto dal Tribunale civile e il procedimento penale sono quindi due passaggi distinti della vicenda: il primo mira a tutelare il patrimonio in vista dell’eventuale recupero delle somme e del risarcimento, mentre nel secondo dovranno essere accertati i fatti e le eventuali responsabilità penali.

La posizione del Seminario

Il rettore del Seminario, don Daniele Antonello, esprime “tristezza” per quanto emerso e conferma la fiducia nell’operato della magistratura.

“Come ente Seminario siamo impegnati a garantire legalità, trasparenza e correttezza nella gestione di un patrimonio che appartiene alla comunità ecclesiale e che abbiamo il dovere di custodire con responsabilità”.

La vicenda riguarda la precedente gestione economica del “San Luigi Scrosoppi” e, precisa il rettore, non coinvolge la dimensione educativa e formativa del Seminario interdiocesano “San Cromazio d’Aquileia” di Gorizia, Trieste e Udine.