Una telefonata da parte di un finto carabiniere, una videochiamata per mostrare gioielli e denaro custoditi in casa e una sedicente perita incaricata di ritirare i preziosi. È il tentativo di truffa ai danni di un’anziana di 87 anni e della figlia, avvenuto nei giorni scorsi a Trieste, che si è concluso con l’arresto di una donna di 64 anni, originaria di Trani, sorpresa dai carabinieri mentre cercava di impossessarsi dei beni.
A intervenire sono stati i militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Trieste, insieme ai colleghi della Stazione di Trieste Portonuovo. La 64enne è stata arrestata in flagranza di reato con le accuse di tentata truffa aggravata in concorso e violazione di domicilio.
La telefonata del finto carabiniere e la richiesta dei gioielli
Tutto è cominciato nel pomeriggio, quando l’87enne ha ricevuto una telefonata sul numero fisso di casa. Dall’altra parte della cornetta un uomo si è presentato come carabiniere, sostenendo che il documento d’identità della donna fosse stato clonato e utilizzato per commettere un furto in una gioielleria.
La conversazione è poi proseguita attraverso una videochiamata sul cellulare della figlia. Con questo stratagemma, il truffatore è riuscito a convincere le due donne a mostrare attraverso la telecamera i gioielli e il denaro contante presenti nell’abitazione. Poco dopo ha annunciato l’arrivo di una presunta perita, incaricata dalla Procura di ritirare tutti i valori.
La donna si è effettivamente presentata nell’abitazione, entrando senza consenso. A mandare all’aria il piano è stato però un familiare convivente che, insospettito dalla situazione, le ha chiesto di mostrare un tesserino di riconoscimento. A quel punto la sedicente perita, capendo di essere stata scoperta, si è allontanata rapidamente.
Torna a ritirare i preziosi, ma trova i carabinieri
Il tentativo di truffa, tuttavia, non si è fermato. Dopo la segnalazione alla Centrale Operativa, i carabinieri sono intervenuti rapidamente, predisponendo un appostamento all’interno dell’abitazione per sorprendere la responsabile.
Nel frattempo, il complice che gestiva le telefonate ha continuato a insistere affinché le vittime consegnassero i beni alla fantomatica perita. E così, intorno alle 16, la 64enne si è presentata nuovamente alla porta, convinta di poter finalmente ritirare la busta contenente gioielli e denaro.
Ad attenderla, però, questa volta c’erano i militari dell’Arma, che l’hanno immediatamente bloccata e arrestata. Per la donna si sono quindi aperte le porte del carcere. L’episodio conferma l’importanza delle iniziative di sensibilizzazione contro le truffe agli anziani promosse dai carabinieri. Proprio la prontezza del familiare nel riconoscere una situazione sospetta e nel chiedere l’intervento delle forze dell’ordine ha permesso di evitare che il raggiro andasse a buon fine.
Il Comando Provinciale di Trieste ha recentemente rafforzato queste attività di prevenzione anche attraverso una collaborazione con la Curia vescovile, con l’obiettivo di diffondere maggiore consapevolezza tra i cittadini, soprattutto quelli più anziani e vulnerabili.

