La giovanissima aveva usato la tecnica del finto carabiniere.
una telefonata studiata per incutere timore, la falsa notizia di una rapina e, poco dopo, una giovane alla porta pronta a ritirare oro e gioielli. È il copione della truffa messa a segno ai danni di un’86enne di Pordenone nella tarda mattinata del 18 agosto. La presunta responsabile, una 17enne, è stata fermata poche ore più tardi dalla Polizia Ferroviaria alla stazione di Roma Termini. Con sé aveva ancora l’intera refurtiva, del valore stimato di circa 15mila euro.
Tutto è cominciato intorno alle 11.45, quando l’anziana ha ricevuto una telefonata da un uomo che, con tono fermo e convincente, si è presentato come appartenente all’Arma dei Carabinieri. L’interlocutore le ha raccontato che poco prima era stata commessa una rapina in una gioielleria della città e che, per ragioni investigative, sarebbe stato necessario controllare con urgenza gli oggetti d’oro custoditi nella sua abitazione.
Mentre la conversazione proseguiva, una giovane si è presentata alla porta della donna, fingendosi un’incaricata delle forze dell’ordine. Facendo leva sullo stato di agitazione provocato dalla telefonata, è riuscita a farsi consegnare diversi monili con il pretesto di sottoporli a verifiche. Subito dopo si è allontanata con i preziosi.
La denuncia e le ricerche in tutta Italia
Solo nel pomeriggio l’86enne ha compreso di essere stata ingannata e si è recata alla Stazione dei Carabinieri di Pordenone per denunciare l’accaduto.
I militari, raccolta una descrizione dettagliata della giovane, hanno immediatamente avviato le indagini e diramato le ricerche su tutto il territorio nazionale, con la collaborazione della Sala operativa della Questura di Pordenone.
Il fermo alla stazione di Roma Termini
La svolta è arrivata nella stessa giornata, a centinaia di chilometri di distanza. Gli agenti della Polizia Ferroviaria in servizio alla stazione di Roma Termini hanno individuato una ragazza corrispondente alla descrizione trasmessa dai Carabinieri.
Durante il successivo controllo è stata ritrovata l’intera refurtiva sottratta poche ore prima a Pordenone. La giovane, una minorenne nata nel 2008, è stata accompagnata in una struttura idonea della Capitale. Della vicenda sarà informata la Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni, chiamata a valutare i provvedimenti del caso. Come previsto dalla legge, ogni responsabilità dovrà essere accertata nel corso del procedimento.
Recuperata anche la fede del marito defunto
Il rapido recupero dei gioielli ha restituito serenità alla vittima, passata in poche ore dalle lacrime per l’inganno subito a quelle di commozione. Più ancora del valore economico dei beni, per la donna è stato fondamentale sapere che avrebbe riavuto la fede nuziale del marito defunto: un ricordo dal valore affettivo inestimabile, che temeva di avere perduto per sempre.
L’esito positivo dell’operazione conferma l’importanza della collaborazione tra le diverse forze di polizia. La rapidità dello scambio di informazioni e il coordinamento tra i Carabinieri di Pordenone e gli agenti della Polfer di Roma Termini hanno consentito di rintracciare in poche ore la sospettata e recuperare tutti i preziosi.
L’appello dei Carabinieri: «Non consegnate denaro o gioielli»
L’Arma rinnova infine l’appello, rivolto soprattutto alle persone anziane e a chi vive solo, a diffidare di chiunque chieda per telefono o a domicilio la consegna di denaro, oro o altri oggetti di valore.
Le forze dell’ordine non effettuano controlli di questo genere nelle abitazioni. In presenza di richieste sospette è necessario interrompere immediatamente la conversazione, non aprire la porta e contattare il Numero unico di emergenza 112.

