Il volume è in edicola con il Messaggero Veneto fino al 21 ottobre. Tra ironia, memoria e cultura friulana, raccoglie le ultime parole della rubrica “La Peraule de setemane” e propone un viaggio nella storia del Friuli attraverso 14 parole chiave.
La lingua friulana diventa uno strumento per raccontare la società, le persone e la storia del territorio. È questo il filo conduttore di Intant bundì!, il nuovo libro di William Cisilino, in edicola con il Messaggero Veneto fino al 21 ottobre.
Il volume raccoglie gli ultimi contributi della rubrica “La Peraule de setemane”. Nel corso degli anni, la rubrica ha trasformato quasi 400 parole friulane in spunti per raccontare il Friuli e i suoi abitanti.
Le parole friulane raccontano la vita di oggi
Dopo O sin dal gjat, Mi capìs ben me e Ognun al bale cun sô agne, Cisilino torna a usare la lingua friulana per osservare la realtà quotidiana. Le parole diventano il punto di partenza per parlare di persone, abitudini, contraddizioni e vicende del territorio.
Il libro affronta anche temi come la burocrazia, le decisioni politiche e le storie di paese. Lo fa attraverso l’ironia, le battute e i capovolgimenti di prospettiva. Le illustrazioni di Daniel Cuello, fumettista e disegnatore, accompagnano i testi e rendono più vivace il dialogo tra parole e racconti.
Nella presentazione del volume, Alessio Screm sottolinea la capacità dell’autore di partire da un termine per interpretare ciò che accade. Cisilino, scrive, «commenta senza sentenziare, propone un punto di vista senza imporre giudizi, pensa per invitare a pensare».
Un viaggio in oltre 4.000 anni di storia del Friuli
Il libro riserva spazio anche alla storia del territorio. In appendice propone infatti un percorso attraverso oltre 4.000 anni di storia del Friuli, raccontati grazie a 14 parole chiave.
Il viaggio attraversa epoche, popoli, vicende e trasformazioni. Anche in questa parte, la lingua diventa il filo conduttore per rileggere gli incontri e i cambiamenti che hanno contribuito a formare il Friuli di oggi.
Dalla rubrica alla “Foto de setemane”
Con Intant bundì! si conclude l’esperienza editoriale di “La Peraule de setemane”, nata sulle pagine del Messaggero Veneto. Il rapporto tra Cisilino e il racconto del Friuli, però, prosegue con una nuova formula.
La rubrica ha lasciato il posto alla “Foto de setemane”, pubblicata la domenica. Al centro non c’è più una singola parola, ma un’immagine raccontata rigorosamente in marilenghe. Cambia quindi il punto di partenza, ma resta l’attenzione per la realtà e per le storie della comunità.
Chi è William Cisilino
Nato a Udine nel 1974, William Cisilino è laureato in Giurisprudenza. È dirigente pubblico e giornalista e ha ricoperto il ruolo di vicepresidente dell’NPLD, la rete europea delle lingue minoritarie. Nel 2025 ha vinto il Premio internazionale “Ramon Llull”.
È autore di saggi sulla tutela giuridica delle minoranze linguistiche in Italia e in Europa e di diversi volumi dedicati alla lingua e alla cultura friulana. Tra questi figurano Friulano lingua viva. La comunità linguistica friulana, Sorestants e sotans. Intervista sul Friuli e Une fevele sflandorose/Una splendida favella, realizzato con Flavio Santi. In friulano ha pubblicato, tra gli altri, O sin dal gjat, Mi capìs ben me, Dizionari bastian contrari de lenghe furlane e Ognun al bale cun sô agne.

