I giganti della collina si alleano: nasce il patto storico per i vini friulani

Il panorama dei vini friulani vive oggi un passaggio fondamentale per il proprio futuro: due dei territori d’eccellenza che rappresentano il cuore pulsante della produzione regionale hanno scelto di superare i confini amministrativi per dare vita a una visione comune.

Attraverso la firma di un accordo che sancisce la nascita di un’Associazione Temporanea di Impresa (ATI), il Consorzio Friuli Colli Orientali e Ramandolo e il Consorzio Collio si impegnano ufficialmente in una strategia condivisa per la reciproca promozione.

Questa intesa non cancella le identità dei singoli enti, che continueranno a gestire le proprie attività ordinarie, ma costruisce un ponte progettuale per far conoscere con maggiore forza queste colline, unendo esperienze, idee e risorse. Si tratta della risposta concreta a una continuità geologica e territoriale che storicamente aveva incontrato divisioni culturali e amministrative, ora definitivamente superate dalla consapevolezza del prestigio mondiale dei propri vini.

Un’eredità che diventa forza collettiva

Le radici di questa alleanza affondano in decenni di storia. Il Consorzio Collio, fondato nel 1964 e riconosciuto con la Doc nel 1968, insieme al Consorzio Friuli Colli Orientali, nato nel 1970, rappresentano le due realtà di tutela storiche della regione; sono considerate il riferimento nazionale per la produzione di vini bianchi e sono tra le strutture più attive nella promozione dei rispettivi territori, sia in Italia che all’estero.

“L’accordo che abbiamo firmato insieme al Collio mi rende orgoglioso come presidente e ci permette di cominciare a ragionare insieme e con grande forza”, ha dichiarato Filippo Butussi, presidente del Consorzio Friuli Colli Orientali e Ramandolo. “Insieme potremo non soltanto condividere idee e progetti ma mettere in campo la forza delle nostre strutture. Noi abbiamo una struttura pronta a lavorare e siamo pronti ad impegnarci per il bene di tutto il comparto”.

Identità diverse per un unico obiettivo

Nonostante la vicinanza geografica, ogni collina mantiene il proprio carattere distintivo, un valore che l’accordo punta a esaltare piuttosto che a omologare. L’obiettivo è creare momenti comuni in cui il pubblico possa scoprire le peculiarità di ogni calice, innamorandosi di terre che, pur avendo confini diversi, parlano la stessa lingua della qualità.

Luca Raccaro, presidente del Consorzio Collio, ha espresso grande entusiasmo per la firma: “Siamo territori vicini che hanno identità precise, ma che condividono molto tra di loro. Questa è un’opportunità per farci conoscere con azioni mirate, con la voglia di creare momenti comuni dove le persone possano conoscerci e innamorarsi dei nostri vini e dei nostri territori”. L’agenda futura prevede infatti un fitto calendario di degustazioni, incontri e novità che sfrutteranno la notorietà globale delle due zone.

La visione strategica della Regione

L’importanza dell’operazione è stata sottolineata anche dalle istituzioni regionali, che vedono in questa ATI un modello di collaborazione necessario per competere sui mercati internazionali. L’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, ha rimarcato come l’intesa segni un passaggio storico, mettendo a sistema competenze e progettualità per consolidare il prestigio del Friuli Venezia Giulia.

“L’accordo sottoscritto rappresenta sicuramente un importante passo avanti verso forme di collaborazione territoriale sempre più necessarie per rafforzare l’organizzazione e la promozione dei nostri produttori”, ha evidenziato l’assessore Zannier.

Per l’esponente della giunta regionale, la matrice comune geografica e culturale dei due consorzi permette ora di lavorare insieme per valorizzare al meglio caratteristiche uniche. “Questa collaborazione consente di promuovere in maniera ancora più efficace i prodotti che nascono da queste colline, inserendoli all’interno di una strategia di promozione integrata del territorio e del vino che sono elementi profondamente e naturalmente legati tra loro”.