Aggressioni ai sanitari, nel 2025 oltre 500 episodi segnalati in Friuli Venezia Giulia

In Friuli Venezia Giulia il fenomeno delle aggressioni ai danni del personale sanitario continua a rappresentare un grave problema. Nel corso del 2025 sono state registrate 563 segnalazioni di episodi di violenza, che hanno coinvolto complessivamente 791 professionisti tra operatori sanitari e sociosanitari.

I dati emergono dalla Relazione annuale dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza delle professioni sanitarie, diffusa dal Ministero della Salute in occasione della Giornata nazionale dedicata alla prevenzione della violenza contro gli operatori del settore.

La sanità pubblica concentra quasi tutti i casi

Dall’analisi delle segnalazioni risulta che la quasi totalità degli episodi riguarda strutture del sistema sanitario pubblico, con 559 casi registrati. Solo quattro segnalazioni arrivano invece dal comparto del privato accreditato. Il quadro regionale mostra inoltre come le vittime siano prevalentemente donne e, per quanto riguarda l’età, soprattutto professionisti tra i 50 e i 59 anni.

Infermieri i più esposti

Tra le diverse figure professionali, gli infermieri risultano la categoria maggiormente coinvolta, con oltre 400 episodi segnalati. Seguono operatori socio-sanitari (Oss) e medici, che restano comunque tra i professionisti più esposti a situazioni di tensione con pazienti e familiari.

Gli episodi di aggressione non si concentrano solo nei pronto soccorso, ma interessano diversi ambiti dell’assistenza sanitaria. Secondo i dati raccolti, 147 casi si sono verificati nei reparti di degenza, mentre 79 negli ambulatori e 67 nei pronto soccorso. Segnalazioni arrivano anche dai servizi territoriali, in particolare nei centri per le dipendenze (46 episodi) e nei servizi psichiatrici (40).

Aggressioni soprattutto verbali

Dal punto di vista della tipologia di violenza, le aggressioni verbali rappresentano la quota più consistente, con 483 episodi denunciati, mentre 164 casi riguardano violenze fisiche. Nella maggior parte delle situazioni gli aggressori sono gli stessi pazienti, responsabili di oltre quattrocento episodi, mentre in altri casi a reagire con comportamenti violenti sono parenti o accompagnatori.