Più auto sulle strade del Friuli Venezia Giulia ma officine chiudono

In dieci anni il parco vetture cresce del 7,7%, ma calano le officine.

In Friuli Venezia Giulia le auto aumentano, ma le officine diminuiscono. È il quadro che emerge dall’ultimo studio dell’Ufficio Studi CGIA del 28 febbraio 2026, che fotografa una tendenza nazionale ma con ricadute molto concrete anche nelle città e nei territori della regione.

Negli ultimi dieci anni il parco auto regionale è passato da 769.583 vetture nel 2014 a 828.929 nel 2024, con una crescita del 7,7 per cento. Un incremento notevole in una regione che conta poco più di un milione di abitanti, e dove l’automobile resta il mezzo principale per spostarsi, soprattutto fuori dai grandi centri urbani e nelle aree montane.

I dati provinciali.

Udine si conferma la provincia con la maggiore densità di vetture, con 736 auto ogni mille abitanti, seguita da Pordenone con 720. Gorizia si attesta a 670, mentre Trieste scende a 579, il dato più basso del Friuli Venezia Giulia. Numeri che raccontano realtà diverse: nel capoluogo giuliano incidono la conformazione urbana e una maggiore offerta di trasporto pubblico, mentre nel resto della regione l’auto rimane spesso indispensabile per lavoro, scuola e servizi.

Il calo delle officine città per città

A fronte di questo incremento del parco circolante, il numero delle imprese di autoriparazione è in calo. In Friuli Venezia Giulia si è passati da 1.415 sedi attive nel 2014 a 1.274 nel 2024, con 141 attività in meno, pari a una flessione del 10 per cento. Un dato in linea con la media nazionale, ma che sul territorio assume un significato particolare.

Udine è la provincia che perde più attività in valore assoluto, scendendo da 675 a 585 officine, con 90 imprese in meno. Trieste registra la contrazione percentuale più marcata, passando da 228 a 191 attività. Pordenone limita il calo, da 373 a 359, mentre Gorizia resta sostanzialmente stabile a quota 139.

Una trasformazione che pesa sul territorio

Le cause del calo sono strutturali. I costi di gestione sono cresciuti, le auto sono sempre più complesse dal punto di vista tecnologico e richiedono investimenti importanti in attrezzature e formazione continua, soprattutto con la diffusione di sistemi elettronici avanzati, ADAS e veicoli ibridi ed elettrici. A questo si aggiunge la difficoltà nel trovare giovani disposti a proseguire l’attività: molte officine a conduzione familiare chiudono quando il titolare va in pensione, senza un ricambio generazionale.