Dopo mesi di confronto, Regione e sindacati hanno trovato un accordo sulle modalità di ingresso dei medici di famiglia nelle Case di comunità del Friuli Venezia Giulia. Il nuovo percorso prevede l’avvio nel mese di ottobre e non un coinvolgimento automatico di tutti i medici: prima dovrà essere valutato il fabbisogno di ogni struttura.
L’intesa è stata raggiunta martedì a Trieste e consente di sbloccare una partita rimasta a lungo al centro delle tensioni sull’applicazione in Fvg del nuovo accordo nazionale.
Come saranno scelti i medici
Il primo passo sarà capire quante ore servono nelle singole Case di comunità. A coprirle saranno innanzitutto i medici con incarico esclusivamente orario (cioè pagati in base alle ore di lavoro fino al raggiungimento delle 38 ore previste da contratto).
Solo se resteranno ore scoperte si passerà agli altri medici di medicina generale. In questa fase entreranno in gioco anche i professionisti con meno di 1.500 assistiti e, per le ulteriori necessità, quelli con almeno 1.500 pazienti.
C’è però un’eccezione: i medici entrati nel ruolo unico di assistenza primaria con un contratto successivo al primo gennaio 2025 e che hanno raggiunto almeno 1.500 assistiti, secondo l’interpretazione condivisa al tavolo, non saranno tenuti a prestare ulteriori ore nelle Case di comunità.
Il confronto tra Regione e sindacati si è svolto in un clima definito “collaborativo” con l’intesa sulle modalità di ingresso dei medici nelle Case di comunità. Per l’assessore alla Salute Riccardi si tratta di un passo avanti verso l’avvio del nuovo sistema.
I sindacati hanno sottolineato soprattutto la necessità di definire regole chiare e uniformi, evitando un’applicazione indistinta sul territorio. Rimangono da mettere a punto alcuni aspetti operativi, che saranno affrontati nel prossimo incontro del 10 settembre

