Giulio Regeni scomparve il 25 gennaio 2016; pochi giorni dopo fu trovato il suo corpo senza vita.
Vetrine listate con nastri gialli, coccarde ai dehors dei bar e fiocchi lungo la via principale: Fiumicello si è svegliata così, nel decimo anniversario della scomparsa di Giulio Regeni. Il paese natale del giovane ricercatore, rapito, torturato e ucciso in Egitto nel 2016, si tinge ancora una volta del colore simbolo della mobilitazione civile, mentre nei cartelli di negozi e locali si legge un unico messaggio: “Verità e giustizia per Giulio Regeni – 10 anni con Giulio”.
Il programma della memoria
Il pomeriggio si apre alle 15 alla pista di pattinaggio, dove la comunità si stringerà attorno ai genitori, Paola Deffendi e Claudio Regeni, per l’evento “Parole, immagini e musica per Giulio”. Molti gli ospiti attesi per testimoniare la propria vicinanza: da Elisa a don Luigi Ciotti, passando per Alessandro Bergonzoni, Pif, Gherardo Colombo ed Elly Schlein.
La giornata proseguirà con la proiezione del documentario “Giulio Regeni. Tutto il male del mondo” di Simone Manetti. Alle 19 ci sarà la Camminata dei Diritti da via Carnera al Piazzale dei Tigli dove si terrà la Fiaccolata con un minuto di silenzio, alle 19.41, l’istante esatto in cui, il 25 gennaio 2016, Giulio inviò dal Cairo il suo ultimo messaggio prima del sequestro.
E’ aperta fino al 4 febbraio, nella sala espositiva del Comune di Fiumicello, la mostra “Giulio continua a fare cose… – Il Popolo giallo: una storia collettiva”. L’esposizione, curata dalla famiglia insieme a Marina Tuni e al collettivo Giulio Siamo Noi, ripercorre dieci anni di battaglie attraverso disegni, oggetti e video. È il racconto di una storia fatta di persone e piazze che, da un decennio, rifiutano l’oblio e continuano a chiedere con forza la verità.
