La fuga dei camici bianchi: in Fvg per ogni medico che va in pensione, due si dimettono

In Friuli Venezia Giulia gli ospedali hanno più medici di dieci anni fa, ma c’è un dato che racconta un’altra faccia della sanità regionale: nel 2025 i camici bianchi che hanno scelto di dimettersi sono stati 88, più del doppio dei 37 andati in pensione.

È il segnale più evidente che emerge dalla “Radiografia della sanità pubblica 2015-2025”, lo studio di Anaao Assomed che ha analizzato l’evoluzione del personale medico ospedaliero nell’ultimo decennio. Da una parte gli organici regionali sono cresciuti e l’età media si è abbassata; dall’altra, sempre più medici scelgono di lasciare il Servizio sanitario nazionale prima della pensione.

In dieci anni il numero dei medici è cresciuto

Nel 2015 i dirigenti medici ospedalieri in servizio in Friuli Venezia Giulia erano 2.519. Nel 2024 sono diventati 2.741, con 222 professionisti in più.

Il ricambio generazionale si vede anche dall’età media. Quella delle donne è passata da 47,3 a 46,3 anni, mentre per gli uomini è scesa da 52,4 a 51,1 anni. Per le donne, secondo lo studio, il valore del 2024 è il più basso registrato tra le Regioni italiane.

Anche le assunzioni a tempo indeterminato hanno avuto una crescita rispetto all’inizio del periodo analizzato. Nel 2015 erano state 101, hanno raggiunto quota 264 nel 2017 e si sono poi assestate a 216 nel 2024 e 215 nel 2025. Più altalenante l’andamento delle assunzioni a tempo determinato: dai 220 ingressi del 2015 si è arrivati al picco di 891 nel 2022, prima della discesa a 167 nel 2024.

Il sorpasso delle dimissioni sui pensionamenti

Il dato cambia quando si guarda alle uscite. I pensionamenti erano 123 nel 2015, pari al 4,9% dei medici in servizio. Nel 2018 avevano raggiunto il massimo del decennio, con 155 uscite e un’incidenza del 5,9%. Da allora sono diminuiti fino ai 57 del 2024 e ai 37 del 2025.

Le dimissioni volontarie hanno invece avuto un andamento molto diverso. Nel 2015 erano state 28, l’1,1% dei medici in servizio. Nel 2021 hanno toccato quota 99, pari al 3,7%, e nel 2025 sono state 88. Così, lo scorso anno, per ogni medico andato in pensione in Friuli Venezia Giulia ce ne sono stati più di due che hanno scelto di lasciare il Servizio sanitario nazionale.

Il Friuli rientra così tra le Regioni nelle quali le dimissioni hanno superato i pensionamenti. A livello nazionale il fenomeno ha assunto nel 2025 una dimensione mai registrata nel decennio considerato: 3.767 dimissioni volontarie contro 2.876 pensionamenti, con un aumento delle dimissioni del 150% rispetto alle 1.503 del 2024.

Il sorpasso si è verificato in 12 Regioni su 20. Tra quelle in cui il divario è più marcato, secondo Anaao Assomed, ci sono anche Friuli Venezia Giulia, Lazio, Trentino-Alto Adige e Sardegna.

Più giovani, ma il problema delle uscite resta

Il quadro nazionale mostra contemporaneamente un ringiovanimento della categoria. Tra il 2015 e il 2024 l’età media dei medici ospedalieri è diminuita di 2 anni e 7 mesi per gli uomini e di 2 anni e 4 mesi per le donne. Gli organici sono inoltre cresciuti del 2,7%, da 105.380 a 108.243 unità.

Secondo Anaao Assomed, un ruolo importante è stato giocato dal Decreto Calabria, che tra il 2019 e il 2025 avrebbe permesso l’ingresso nel sistema di quasi 10mila giovani medici, arrivando a rappresentare fino al 43% delle assunzioni a tempo determinato.

Ma il ricambio non sta avvenendo allo stesso modo in tutto il Paese. Nell’ultimo decennio il Centro-Nord ha guadagnato 4.029 medici, con una crescita del 5,9%, mentre il Mezzogiorno ne ha persi 1.166, pari a una riduzione del 3,1%.

Le cinque richieste per il Friuli Venezia Giulia

Sul fronte regionale, Anaao Assomed Fvg ha indicato cinque interventi che considera prioritari e che, secondo il sindacato, sono già stati sottoposti alla Regione.

Si parte dalla sicurezza negli ospedali, con presidi nei pronto soccorso e una riorganizzazione degli spazi. Il secondo punto riguarda la sicurezza sul lavoro, intesa anche come sostenibilità psicofisica e valorizzazione della carriera. Il sindacato chiede poi il superamento del tetto di spesa per il personale, condizioni di lavoro migliori attraverso strumenti di welfare e politiche del personale e, infine, incentivi economici e di carriera per le sedi disagiate.

L’obiettivo indicato da Anaao Assomed Fvg è rafforzare la capacità del Servizio sanitario regionale di trattenere i professionisti già in organico e di attrarne di nuovi.

Sul fenomeno delle dimissioni interviene anche il segretario nazionale Anaao Assomed Pierino Di Silverio, secondo cui non si tratterebbe di una normale mobilità professionale, ma di un fenomeno legato alle condizioni di lavoro.

“Non si tratta di una fisiologica mobilità professionale – commenta Di Silverio – ma di un vero e proprio esodo, guidato da turni massacranti, stipendi non allineati all’Europa, condizioni di lavoro al limite del burnout, carichi burocratici insostenibili e aggressioni nei reparti. A lasciare non sono i medici a fine carriera, ma professionisti nel pieno della maturità clinica, con un’età media intorno ai 48 anni”.

Il segretario nazionale evidenzia infine il rapporto tra ingressi e uscite: “Nel 2025, per ogni 100 medici assunti a tempo indeterminato, ben 43 si sono dimessi”.