Approvata la mozione sulla sicurezza in Fvg: critica l’opposizione.
Il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia ha approvato a maggioranza una mozione sulla sicurezza che impegna la Giunta a sollecitare il Governo per rafforzare gli organici e le risorse delle Forze dell’ordine e a valutare nuovi accordi internazionali per il presidio dei confini. Il documento, presentato da Roberto Novelli (Forza Italia) e Mauro Di Bert (Fedriga presidente), è passato con 22 voti favorevoli, 6 contrari e nessun astenuto.
Hanno votato contro i consiglieri del Gruppo Misto e Massimo Moretuzzo, Giulia Massolino e Marco Putto del Patto per l’Autonomia–Civica Fvg. Il Partito democratico non ha partecipato al voto. “È un tema troppo delicato per essere affrontato in questo modo – ha spiegato il capogruppo Pd Diego Moretti –. Condividiamo alcune impostazioni della mozione, ma le nostre proposte di miglioramento non sono state accolte”.
Le critiche delle opposizioni: “No all’equazione migrante-criminale”
Nel mirino delle opposizioni alcuni passaggi del testo, in particolare quello che parla di «un’escalation preoccupante di episodi di violenza, spesso riconducibili a immigrati refrattari a una vera integrazione, con numerosi minori stranieri non accompagnati coinvolti». “Prendo le distanze dall’associazione tra migrante e criminale – ha dichiarato Rosaria Capozzi (M5S) – e da una mozione che affronta il tema della sicurezza solo sul piano repressivo“.
Pd: “Servono agenti, ma anche politiche sociali”
Il Partito democratico ha insistito sulla necessità di un approccio più ampio. Laura Fasiolo ha ricordato di aver chiesto più volte, senza esito, “un coordinamento tra servizi sociali e sanitari per la presa in carico dei minori stranieri non accompagnati”.
Per Manuela Celotti “servono Forze di polizia e telecamere, ma anche un approccio sociale ed educativo”, richiamando i progetti di rigenerazione urbana proposti dal Pd e bocciati in Aula.
Francesco Martines ha sottolineato che “c’è un problema di fragilità del sistema sociale che arriva da lontano, su cui si innesta il tema dei migranti”, riconoscendo però che “gli interventi sulle Zone rosse a Udine stanno dando risultati“, pur dovendo essere accompagnati da misure sociali.
“Le paure non vanno negate, ma neanche strumentalizzate: ragioniamo sui dati”, ha aggiunto Massimiliano Pozzo (Pd). Sempre tra i dem, Nicola Conficoni ha osservato che “questa mozione ammette che il Pd aveva ragione nel dire che le risposte attuali non bastano“, mentre Andrea Carli ha espresso perplessità sugli accordi con la sicurezza privata: “Le divise non bastano, ma certe derive non ci piacciono“.
I numeri e le altre voci critiche
Molto duro Furio Honsell (Open), che ha definito la mozione “irricevibile”. Serena Pellegrino (Avs) ha contestato “la mancanza di dati a supporto della dichiarata escalation di violenze”, sottolineando che “più agenti e più poteri non significano automaticamente più sicurezza”.
A fornire dati è stato Massimo Moretuzzo: “Gli organici delle Forze dell’ordine in Fvg sono diminuiti del 30%. Negli ultimi due anni sono stati spesi 22 milioni di euro per il controllo di 10 valichi di confine su 49: risorse che potevano essere impiegate diversamente”. Marko Pisani (Ssk) ha aggiunto: “I criminali entrano attraverso i sentieri”, lanciando l’appello a “non ghettizzare i giovani stranieri”.
La maggioranza: “La sicurezza è una richiesta diffusa”
Dalla maggioranza è arrivato invece pieno sostegno alla mozione, che prevede anche una maggiore collaborazione con la vigilanza privata e il potenziamento delle unità cinofile, soprattutto in prossimità delle scuole.
Carlo Grilli (Fp) ha parlato di “una preoccupazione dilagante sul territorio“, sottolineando la necessità di tutelare anche “i ragazzi che vogliono davvero integrarsi”. Per Antonio Calligaris (Lega) “non c’è nulla di male in questa mozione, perché la mancanza di sicurezza intacca la democrazia“.
Claudio Giacomelli (FdI) ha ribadito che “ai messaggi di solidarietà alle Forze dell’ordine devono seguire fatti concreti“, ricordando anche gli interventi del suo partito “in ambito sociale e di riqualificazione urbana”. Sulla carenza di agenti ha evidenziato che “questo Governo ha un numero record di bandi di assunzione, ma riassorbire le quiescenze è complesso“.
Roberti: “Dal 2027 più ingressi che pensionamenti”
A chiudere il dibattito l’assessore regionale alle Autonomie locali e alla Sicurezza Pierpaolo Roberti, che ha dichiarato di accettare tutti gli impegni contenuti nella mozione. “È impossibile fare di più nell’immediato – ha spiegato –: ci sono limiti fisici anche per le scuole di Polizia, ma dal 2027 ci saranno più entrate che uscite“. Secondo Roberti, la mozione “conferma il lavoro che questa maggioranza e questa Giunta portano avanti da tempo, con azioni concrete e risultati misurabili”.
Cosa chiede la mozione al Governo
Il documento impegna la Giunta a chiedere al Governo un rafforzamento degli organici delle Forze dell’ordine in Friuli Venezia Giulia, territorio di confine, insieme a maggiori poteri operativi e risorse strumentali per le aree più esposte alla criminalità. Prevede inoltre il potenziamento della cooperazione internazionale sui confini, l’uso di tecnologie avanzate per la sicurezza, collaborazioni sussidiarie con la vigilanza privata e il rafforzamento delle unità cinofile, in sinergia con i Comuni e con attenzione particolare alle zone scolastiche.
Confini e risorse: i dati della Regione
Roberti ha ricordato che “la carenza di organici non nasce oggi”, ma è frutto di anni di mancati reclutamenti. “Grazie all’azione di questo Governo, già dal 2026 il saldo tra ingressi e pensionamenti sarà positivo”. Sui controlli ai confini, l’assessore ha rivendicato i risultati: “La sospensione di Schengen e il rafforzamento dei controlli hanno dimezzato gli arrivi tra il 2023 e il 2024, con un’ulteriore diminuzione nel 2025. Lungo i confini sono stati effettuati centinaia di arresti”.
Investimenti e cooperazione internazionale
“Non si parla di ipotesi fantasiose – ha chiarito Roberti – ma di rafforzare strumenti già esistenti come la cooperazione con la Slovenia, l’Unione europea e Frontex”.
La Regione, ha concluso, sta investendo risorse significative: “Abbiamo appena ottenuto 59 agenti a supporto della Polizia di frontiera, attivato un protocollo d’intesa con il Governo da 4 milioni di
euro, cui si aggiungono ulteriori 4 milioni stanziati con la legge di stabilità regionale. A questi si affiancano interventi mirati come la riqualificazione di piazza Goldoni a Trieste, il sostegno agli addetti alla sicurezza in occasione dei grandi eventi e il potenziamento delle unità cinofile. La collaborazione con la vigilanza privata, prevista dalla mozione, si inserisce in un quadro normativo già esistente e di natura sussidiaria, a supporto del lavoro delle Forze dell’ordine”.




