Elezioni Comunali 2026 in Friuli Venezia Giulia: le date e i Comuni al voto

Decise le date per le votazioni in 11 Comuni del Friuli Venezia Giulia.

La Regione Friuli Venezia Giulia ha fissato il perimetro temporale per le elezioni comunali del 2026: si voterà domenica 24 e lunedì 25 maggio in undici Comuni, tutti sotto i 15mila abitanti, per un totale di circa 35.600 elettori chiamati al rinnovo delle amministrazioni locali.

La decisione è stata resa nota oggi dall’assessore regionale alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti, nel corso della riunione di Giunta. Non si tratta soltanto di un atto tecnico, ma di una scelta che tiene insieme esigenze normative, calendario nazionale e sostenibilità organizzativa per gli enti coinvolti.

I Comuni al voto

EnteAbitanti
Andreis246
Barcis226
Caneva6.254
Cividale del Friuli10.875
Claut883
Montereale Valcellina4.267
Ovaro1.752
Premariacco3.973
Travesio1.783
Varmo2.642
Villesse1.640

Gli undici comuni al voto sono Andreis, Barcis, Caneva, Cividale del Friuli, Claut, Montereale Valcellina, Ovaro, Premariacco, Travesio, Varmo e Villesse.

La scelta delle date.

Come spiegato dall’assessore Roberti, la Regione ha voluto distanziare il voto amministrativo dal referendum confermativo sulla riforma della giustizia, in programma il 22 e 23 marzo, per evitare una sovrapposizione del dibattito pubblico e consentire una campagna elettorale più concentrata sui temi locali. L’allineamento con le indicazioni del Ministero dell’Interno garantisce inoltre coerenza con il quadro nazionale e uniformità nelle procedure.

La normativa regionale consente di votare tra il 15 aprile e il 15 giugno. Tuttavia, le prime domeniche di maggio sono state escluse per ragioni operative: la concomitanza con la Festa del Lavoro e con il lunedì dell’Angelo avrebbe creato criticità negli uffici comunali, anche in relazione ai termini per la presentazione delle liste.

Scartata anche la data del 31 maggio per non interferire con il passaggio del Giro d’Italia in regione, evento che richiede un imponente dispiegamento di forze in termini di viabilità e ordine pubblico. La scelta del 24 e 25 maggio è quindi frutto di una valutazione complessiva che tiene insieme esigenze legislative, organizzative e di partecipazione, con l’obiettivo di assicurare un percorso elettorale ordinato e trasparente.