Con la fase 3 diventano possibili interventi notturni con verricello anche in zone impervie
Con l’avvio della Fase 3 l’elisoccorso del Friuli Venezia Giulia entra in una dimensione operativa ancora più avanzata, rendendo possibili interventi speciali anche in orario notturno grazie all’utilizzo del verricello in volo. Un passo decisivo per il recupero di pazienti in aree impervie, come ambienti montani o boschivi, dove l’atterraggio dell’elicottero non è possibile.
A sottolineare il valore di questo traguardo è stato l’assessore regionale alla Salute e Protezione civile, Riccardo Riccardi, intervenuto oggi alla presentazione ufficiale nella base Hems all’interno della zona logistica del 2° Stormo dell’Aeronautica Militare di Pasian di Prato. “Si tratta di un traguardo significativo per la sicurezza dei cittadini, figlio di un lungo percorso evolutivo che ha visto, in particolare negli ultimi anni, una forte accelerazione. Il progresso tecnologico e organizzativo permette oggi di offrire standard di sicurezza avanzati, consolidando un sistema di emergenza fatto di alleanze trasversali e riconosciuto come tra i migliori a livello nazionale”.
Riccardi ha messo in risalto l’importanza di superare le resistenze al cambiamento attraverso modelli organizzativi innovativi e investimenti tecnologici, sostenendo l’efficienza di un sistema capace di unire diverse “divise” sotto un unico obiettivo più alto: la vita delle persone. “Donne e uomini che hanno deciso di dedicare le loro competenze, le loro passioni per raggiungere le migliori condizioni di sicurezza”, ha ribadito l’assessore rinnovando un pensiero di gratitudine a nome dell’Amministrazione regionale.
Un sistema sempre più efficiente e integrato
La fase 3, avviata lo scorso 14 marzo, rappresenta l’ultima evoluzione del servizio regionale di elisoccorso, oggi considerato tra i più avanzati a livello nazionale. Il sistema può contare su 250 punti di approdo distribuiti sul territorio, di cui ben 170 in area montana, un dato che evidenzia la crescita rispetto ai soli 12 iniziali della prima fase. Di fatto, rende possibile la piena operatività tecnica per recuperi complessi in ogni condizione, grazie a nuove procedure e addestramento specifico del personale.
L’organizzazione si basa su una rete integrata che coinvolge la centrale Sores e la Coreut di Palmanova, in collaborazione con il Soccorso alpino e speleologico e l’Azienda sanitaria universitaria Friuli centrale. Il servizio è attivo 24 ore su 24, tutti i giorni, e rappresenta un supporto fondamentale alle ambulanze per gli interventi più complessi.
Durante la presentazione sono intervenuti anche la direttrice dell’elisoccorso regionale Alessandra Spasiano, il presidente nazionale del Soccorso alpino Maurizio Dellantonio, l’amministratore delegato di Elifriulia Fernando Gallardo Donoso e il direttore generale di Asufc Denis Caporale.
Operazioni anche nelle condizioni più difficili
Grazie alle nuove procedure e all’addestramento specifico del personale, il sistema è oggi in grado di operare in ogni contesto. Le missioni si articolano in tre principali tipologie: interventi di emergenza direttamente sul luogo dell’evento, operazioni speciali con verricello in ambienti ostili e trasporti urgenti tra strutture ospedaliere. Ogni anno vengono effettuate circa 1.200 missioni, con un’incidenza del 40% in ambiente montano, a conferma della complessità del territorio regionale.
Alla base Hems di Pasian di Prato sono operativi due elicotteri, destinati esclusivamente all’elisoccorso. Il primo per il volo diurno e notturno con equipaggio completo (verricellista, medico anestesista-rianimatore, infermiere coordinatore di volo sanitario e tecnico di elisoccorso del Cnsas); il secondo per garantire i trasporti differibili tra ospedali, l’assistenza per eventi con maxi-afflusso di persone e la copertura delle due ore di fermo tecnico giornaliero del primo elicottero, a disposizione anche della Protezione civile regionale per la ricerca dei dispersi, il recupero delle persone illese, il trasporto del personale del Soccorso alpino in quota, il recupero di salme in zone impervie e la formazione del personale.
Il valore del capitale umano e la richiesta di tutele
Dall’intervento dell’esponente della Giunta è inoltre emersa una riflessione profonda sulle responsabilità: chi opera in condizioni di emergenza, sia volontario che professionista, deve poterlo fare con regole più chiare.
Da qui l’auspicio di “riforme legislative che tutelino, in modo diverso dalla normalità, chi opera in condizioni critiche e imprevedibili, affinché il peso delle azioni in fasi d’urgenza non scoraggi la dedizione al servizio. Il valore del capitale umano – ha concluso Riccardi – è pilastro fondamentale di una comunità resiliente e per questo va salvaguardato”.
