Festival Flux Judri: gran finale con le “Lavandere”, un viaggio tra racconti, musica e storia

Un omaggio alla storia delle Lavandere chiuderà il programma del Festival Flux Judri nella serata di domenica 28 giugno alle 18.30. Le melodie dell’arpa celtica di Luigina Feruglio e la narrazione di Flavia Valoppi si incontreranno in Villa Butussi, a Visinale del Judrio, dando vita allo spettacolo Lavandere. Parole e musica in acqua.

Il fiume Judrio come spazio di cultura e comunità

Nato per valorizzare il fiume Judrio non solo come risorsa ambientale, ma anche come veicolo di espressione culturale, artistica e sociale, il festival Flux Judri sta per giungere alla conclusione della sua quarta edizione, dopo un mese di eventi nei territori di Romans d’Isonzo (GO), Corno di Rosazzo (UD), Cormons (GO) e Visinale del Judrio (UD).

Molto partecipate tutte le iniziative, ad iniziare dal concerto di Andrea Chimenti e dal tradizionale River Trekking, che hanno entrambe registrato il sold out. Un viaggio poi nel mondo dell’enogastronomia con degustazioni dai sapori unici, spettacoli e presentazioni librarie con autori del calibro di Alberto Cristofori e Angelo Floramo, fino ad arrivare alla mostra Sulle orme del paesaggio. Mocchiutti e de Gironcoli tra ciò che si vede e ciò che si vive, visitabile in Casa Candussi Pasiani Romans d’Isonzo fino al 13 settembre.

“Lavandere”, la memoria delle donne che lavavano nei fiumi

Lo spettacolo teatrale conclusivo delle Lavandere, proposto in lingua friulana e italiana, è concepito per essere rappresentato in spazi non convenzionalmente teatrali, privilegiando ambienti naturali e all’aperto.

“Questa scelta si armonizza pienamente con il significato storico del tema affrontato e con gli obiettivi del festival, valorizzandone il legame con il territorio e la sua memoria”, afferma Elena Gasparin, presidente dell’associazione Judrio. “Queste iniziative rappresentano strumenti preziosi per far conoscere il Contratto di Fiume e sensibilizzare la cittadinanza sui temi legati al territorio”.
“Il lavatoio era uno dei luoghi di incontro delle donne fino all’avvento della lavatrice, si trovavano lì per chiacchierare dei fatti personali, scambiarsi ricette, cantare, tramandare storie e racconti di vita, discutere e riflettere sulla loro condizione di vita”, racconta Flavia Valoppi.

Nel ‘nostro’ lavatoio tre donne che rappresentano le tre fasi della vita: l’adolescenza, la maturità e la vecchiaia raccontano il loro vivere, le aspettative, i desideri, le delusioni e lo scorrere delle cose delle vita, nel loro passare ‘come acqua sotto i ponti’. Le melodie orchestrate dalle dita di Luigina Feruglio sono l’acqua che lava, come sapone, il carico di vita che le parole a cui darò voce disegnano nell’aria”, aggiunge Valoppi.

“Il lavoro delle lavandaie era faticoso: passavano il tempo con le schiene piegate sul lavatoio e con le mani sempre nell’acqua gelata. Lo spettacolo vuole essere un forma di risarcimento nei confronti dei sacrifici delle nostre ave che non hanno avuto modo di raccontare la loro vita”.