Dopo oltre un secolo dalla Prima guerra mondiale, le salme di 32 militari italiani sono state restituite nel corso di una cerimonia solenne svoltasi qualche giorno fa nel cimitero di Škofja Loka, in Slovenia. I resti, tutti di soldati ignoti, erano stati rinvenuti nell’area di Vrtojba durante lavori edili. Il recupero e la restituzione rientrano nelle attività di ricerca e rimpatrio dei militari caduti all’estero.
La cerimonia in Slovenia
Alla cerimonia hanno partecipato autorità civili, militari e religiose. L’ambasciatore d’Italia in Slovenia, Giuseppe Cavagna, ha reso omaggio ai caduti, sottolineando il valore simbolico del loro ritorno in patria dopo più di un secolo.
È stata evidenziata anche la collaborazione tra Italia e Slovenia come esempio di cooperazione internazionale fondata sulla memoria condivisa e sul rispetto reciproco tra Paesi un tempo divisi dal conflitto. Le cassette contenenti i resti sono state accompagnate dagli onori militari in un momento di raccoglimento e commemorazione.
Il rientro in Italia e le cerimonie in Friuli
Dopo la cerimonia, il convoglio ha raggiunto Cargnacco, dove le spoglie sono state temporaneamente deposte nella cripta del Tempio.
Il percorso commemorativo proseguirà in Friuli Venezia Giulia il 24 settembre 2026, quando i caduti saranno ricordati al Sacrario militare di Redipuglia. Successivamente è prevista la tumulazione definitiva al Sacrario militare di Oslavia.
