Giorno del Ricordo, Fedriga a Basovizza: “Il negazionismo continua ad alimentare l’odio”

Le celebrazioni del Giorno del Ricordo alla foiba di Basovizza.

Alla Foiba di Basovizza, luogo simbolo della memoria del confine orientale, la commemorazione del Giorno del Ricordo si è trasformata oggi in un forte appello al futuro. Davanti a numerose autorità civili e militari, e con la partecipazione di studenti provenienti da diverse regioni d’Italia, il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga ha richiamato il valore della verità storica e del dialogo come antidoto all’odio e al negazionismo.

Una memoria che, nel solco del sacrificio dei martiri delle foibe, non guarda solo al passato ma diventa strumento di responsabilità collettiva per costruire una convivenza fondata sul rispetto e sulla speranza. Alla cerimonia, officiata dal vescovo di Trieste, monsignor Enrico Trevisi, hanno preso parte anche il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani e il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza. Presenti inoltre gli assessori regionali alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti e alle Finanze Barbara Zilli e il prefetto di Trieste Giuseppe Petronzi.

“Sono felice che alle commemorazioni di oggi partecipino anche le scuole provenienti da altre parti d’Italia, perché è importante che i giovani conoscano quanto è avvenuto qui non soltanto come doveroso ricordo e omaggio a chi qui ha perso la vita, ma soprattutto per la costruzione del futuro – ha commentato il governatore Fedriga. Questa terra è intrisa del sangue di martiri e perseguitati. Quel sangue avrebbe potuto continuare ad alimentare l’erba della vendetta, del rancore e dell’odio, come avvenuto per molto tempo, ma quel sangue ha invece nutrito il germoglio del dialogo. In questi anni, nonostante gli attacchi di chi non voleva che su questo confine ci fossero parole di pace, quell’albero è stato alimentato e oggi quel dialogo ha permesso ai popoli che vivono su questo confine di costruire un futuro condiviso nel rispetto delle singole specificità”.

Fedriga ha ribadito con forza che “oggi è importante essere presenti alla Foiba di Basovizza, perché l’erba dell’odio e del rancore non è stata del tutto estirpata. C’è chi vorrebbe che mettesse nuovamente radici e quindi continua ad alimentare il negazionismo e il riduzionismo sull’orrore delle foibe. Mi rivolgo a chi proprio in questi giorni, dalla sede del Circolo della stampa, che dovrebbe essere il cuore della democrazia, continua a diffondere quel tipo di messaggio: non state facendo un dispetto a una parte politica; state danneggiando il futuro delle comunità e dei popoli che vivono in queste terre”.

Il governatore ha quindi rimarcato che “l’albero della pace si nutre di un principio fondamentale: la verità. Se vogliamo che cresca sano dobbiamo continuare ad alimentarlo. In questi anni sono stati fatti passi enormi in questa direzione; continuiamo a farli insieme. La responsabilità del futuro è di ognuno di noi, perché non dobbiamo consegnare alle future generazioni una terra d’odio ma di dialogo e speranza per il futuro”.

Prima di raggiungere Basovizza il governatore Fedriga e l’assessore Roberti hanno partecipato alla deposizione di tre corone d’alloro al monumento nazionale della Foiba 149 di Monrupino, alla presenza delle autorità civili e militari.