Il FVG si prende la prima serata: su Rai 1 il film su Abdon Pamich girato sul territorio

Su Rai 1 arriva il film girato in Friuli Venezia Giulia: “Il marciatore”, la vera storia di Abdon Pamich.

Un grande racconto di sport e storia approda sul principale palcoscenico televisivo nazionale. Martedì 10 febbraio, in prima serata su Rai 1, andrà in onda “Il Marciatore – La vera storia di Abdon Pamich”: il film, diretto da Alessandro Casale e prodotto da Clemart in collaborazione con Rai Fiction, è stato girato in Friuli Venezia Giulia e realizzato con il supporto fondamentale della FVG Film Commission – PromoTurismoFVG, portando le atmosfere del dopoguerra e le gesta di un campione leggendario direttamente nelle case degli italiani.

La trama: dall’esodo alla gloria olimpica

Il Marciatore è un tv movie che racconta la vita di Abdon Pamich: l’esodo da Fiume nel secondo dopoguerra, la formazione sportiva e il percorso che lo porterà a diventare uno dei più importanti marciatori italiani, tanto che vinse la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Tokyo nel 1964.

Il Friuli Venezia Giulia come set d’epoca

Le riprese del film si sono svolte interamente nel territorio regionale tra novembre e dicembre 2025. Per cinque settimane, la macchina da presa ha trasformato il Friuli Venezia Giulia in un set a cielo aperto, capace di restituire la verità storica necessaria al racconto.

Tra le location più significative figura l’Ex Campo Profughi di Padriciano (C.R.P.) a Trieste. Grazie alla collaborazione dell’IRCI (Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata) e del Museo di Padriciano, il film ha potuto contare su un contesto autentico per ricostruire le vicende legate all’esodo, conferendo al progetto una profonda rilevanza umana.

Da Trieste a Udine: i luoghi del film

Il progetto ha coinvolto diverse aree della regione. Nel territorio di Trieste, oltre al fondamentale sito di Padriciano, la macchina da presa ha attraversato la Rocca di Monrupino e Basovizza, snodandosi lungo la Strada Napoleonica e il panoramico Sentiero Rilke. In città, il racconto ha trovato casa tra i magazzini del Porto Vecchio, Palazzo Vivante e la Biblioteca Statale Stelio Crise, immergendosi poi nei vicoli di Città Vecchia e spingendosi fino alla stazione di Aurisina.

La geografia del film si è poi estesa a Gorizia e all’Isontino, dove i set sono stati allestiti tra i contesti storici del capoluogo isontino, Giassico, Gradisca d’Isonzo e Turriaco. Il Friuli ha completato questo mosaico territoriale coinvolgendo non solo il centro di Udine, ma anche il fascino d’epoca della storica Villa Gallici Deciani a Montegnacco di Cassacco, restituendo così un’immagine completa e variegata del panorama regionale.

La produzione ha coinvolto circa venti maestranze locali, confermando la capacità del FVG di accogliere produzioni audiovisive di alto livello.

Il regista

Alessandro Casale, laureato in Scienze Politiche all’Università di Torino con una tesi in Storia del cinema, lavora da oltre vent’anni nel settore cinematografico e televisivo italiano. Nel corso della sua carriera ha collaborato come aiuto regista con numerosi autori, tra cui Ferzan Özpetek, Daniele Ciprì, Francesca Comencini, Sergio Castellitto e Ivano De Matteo, affermandosi successivamente come regista di prima unità in importanti produzioni seriali televisive.