L’analisi della fondazione Gimbe sulla carenza dei medici di famiglia.
La crisi dei medici di medicina generale non risparmia il Friuli Venezia Giulia. I dati diffusi dalla Fondazione Gimbe delineano un quadro preoccupante anche per la regione, dove il sistema dell’assistenza territoriale rischia di andare sotto pressione nei prossimi anni tra pensionamenti in arrivo e difficoltà nel ricambio generazionale.
In Friuli Venezia Giulia mancano già 156 medici di famiglia
Al 1° gennaio 2025, secondo le stime Gimbe basate su un rapporto ottimale di un medico ogni 1.200 assistiti, in Friuli Venezia Giulia si registra una carenza di 156 medici di medicina generale. Un dato che fotografa una situazione già critica, destinata a peggiorare nel breve periodo.
Ogni medico di famiglia in regione segue in media 1.473 assistiti, ben al di sopra sia del livello ottimale sia della media nazionale, ferma a 1.383. Un carico di lavoro elevato che si traduce in tempi più stretti per ogni paziente e maggiori difficoltà di accesso ai servizi.
Entro il 2028 in pensione 130 medici
A rendere ancora più complesso lo scenario è il numero di pensionamenti attesi: entro il 2028 ben 130 medici di famiglia in Friuli Venezia Giulia raggiungeranno il limite dei 70 anni. Un’uscita significativa che rischia di ampliare ulteriormente il divario tra domanda e offerta sanitaria sul territorio.
Il problema non riguarda solo il futuro, ma è già in atto: tra il 2019 e il 2024 il numero di MMG in regione è diminuito del 14,7%, un calo leggermente superiore alla media nazionale (-14,1%).
Nuove leve insufficienti
Sul fronte del ricambio generazionale arrivano segnali contrastanti. Nel 2025 i candidati al corso di formazione in medicina generale in Friuli Venezia Giulia sono stati leggermente superiori ai posti disponibili (+10%), ma il dato resta inferiore rispetto alla media nazionale (+26%).
Questo significa che, pur in presenza di interesse, le nuove leve non sono sufficienti a compensare le uscite previste. Una dinamica che rischia di lasciare scoperti interi ambiti territoriali, soprattutto nelle aree più periferiche o montane.
Un problema nazionale che pesa anche sul territorio
Il quadro regionale si inserisce in una crisi più ampia: in Italia mancano oltre 5.700 medici di famiglia e tra il 2025 e il 2028 sono attesi più di 8.000 pensionamenti. Intanto la popolazione invecchia e cresce il numero di pazienti cronici, aumentando la domanda di assistenza.
Secondo il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, il problema nasce da una programmazione insufficiente e da una perdita di attrattività della professione. Oggi, infatti, sempre più giovani medici scelgono percorsi alternativi, ritenuti più sostenibili dal punto di vista economico e organizzativo.
Il rischio per i cittadini
Le conseguenze sono già visibili: trovare un medico di famiglia disponibile diventa sempre più difficile, anche nei centri urbani. Una situazione che incide direttamente sull’accesso al Servizio sanitario nazionale e sulla qualità delle cure, soprattutto per anziani e pazienti fragili.
Senza un intervento strutturale, il rischio è che nei prossimi anni anche in Friuli Venezia Giulia aumenti il numero di cittadini senza medico di riferimento, con un impatto significativo sull’intero sistema sanitario territoriale.
