In 90mila lavoratori senza green pass in Fvg, allarme dal tavolo con i prefetti

La situazione del green pass in Friuli Venezia Giulia.

Circa 50 mila i lavoratori nella provincia di Udine e 40 mila da Pordenone non hanno il Green pass. Situazione critica, quindi, per il Friuli. I numeri e le preoccupazioni in vista del nuovo decreto del 15 ottobre sono state affrontate ieri a Udine durante una riunione con addetti ai lavori, rappresentanti dei sindacati e dei dirigenti ASUFC.

Dalla riunione è emerso che i numeri dei lavoratori sprovvisti di certificato verde, che diventerà obbligatorio il 15 ottobre, tra due giorni, saranno difficili da gestire. Sarà complicato infatti garantire a tutti i circa 90 mila lavoratori un tampone ogni 48 ore per poter ottenere il Green pass ed entrare in azienda.

A Trieste.

Stessa situazione di crisi viene riportata anche dalla Prefettura di Trieste, dove si sono incontrati sia sindacati, le Associazioni datoriali e l’Azienda Sanitaria Giuliano Isontina. Proprio l’azienda sanitaria ha presentato le problematiche principali. Come su Udine, sarà impossibile assicurare a tutti i lavoratori senza green pass i tamponi nei tempi necessari.

In generale, è emersa l’urgenza di monitorare e trovare un percorso specifico per coloro che non hanno eseguito il vaccino e che possa essere in linea con le nuove normative. Prestando particolare attenzione anche a non gravare dal punto di vista economico sui lavoratori e le aziende.

Il nuovo decreto.

Dal 15 ottobre sarà obbligatorio il Green pass per tutti i lavoratori, pubblici e privati. Per coloro che trasgrediscono il decreto e non avranno il certificato sono previste delle sanzioni: da 600 euro a 1500 euro per il personale. Anche i datori di lavoro che non effettueranno i controlli, infatti, saranno punibili con multe da 400 euro a 1000 euro.

Fino al 31 dicembre 2021, termine dello stato di emergenza, coloro che non hanno il green pass non potranno entrare nel luogo di lavoro e considerati assenti ingiustificati. Non ci saranno conseguenze disciplinari e potranno conservare il rapporto di lavoro. È previsto, però, la sospensione del compenso o di qualsiasi altro tipo di contributo o remunerazione.

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