Un colpo di penna burocratico arrivato da Roma rischiava di trasformarsi in una manovra lacrime e sangue per le aree interne friulane. Con la nuova classificazione dei Comuni montani prevista dalla normativa nazionale, molti centri del Friuli Venezia Giulia perdono il proprio “status” ufficiale. Il timore era concreto: perdere la definizione di “montano” significa, sulla carta, dire addio a fondi agricoli, deroghe per le classi scolastiche e sconti fiscali.
La Regione ha deciso di alzare uno scudo normativo per neutralizzare il declassamento e ha voluto tranquillizzare le amministrazioni coinvolte, in un incontro tenutosi ieri a Udine. “Proprio grazie alla specialità della Regione Friuli Venezia Giulia – ha detto l’assessore alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier -, possiamo continuare a mantenere tutte le linee di sostegno e gli strumenti che negli anni abbiamo costruito a favore dei territori montani, perché sono basati sulla valutazione delle condizioni di svantaggio socio-economico e non soltanto sui parametri fisici di quota e pendenza”.
La rassicurazione di Zannier sull’agricoltura
L’assessore Zannier ha voluto tranquillizzare immediatamente il comparto primario, spiegando che la burocrazia romana non toccherà i portafogli degli agricoltori. “La nuova classificazione prevista dalla normativa nazionale non modifica le principali misure di sostegno ai territori“, ha chiarito Zannier.
“Dall’analisi dei provvedimenti emerge infatti una sostanziale invarianza rispetto ai vantaggi e agli strumenti di cui i territori hanno beneficiato fino ad oggi”. L’assessore ha poi precisato che per le imprese agricole e per le attività che operano nei territori montani non cambia nulla rispetto ai livelli di sostegno oggi previsti, poiché le misure della Pac e la perimetrazione delle aree svantaggiate restano definite dai regolamenti europei.
Roberti blinda la finanza locale e l’IMU
Sul fronte della tenuta dei bilanci comunali è intervenuto l’assessore alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti, evidenziando come l’autonomia del Friuli Venezia Giulia sia la vera garanzia per i sindaci. “Per quanto riguarda l’ordinamento degli enti locali e la finanza comunale, la situazione in Friuli Venezia Giulia resta invariata”, ha spiegato Roberti.
Roberti ha inoltre evidenziato che le Comunità di montagna sono enti istituiti e regolati da una legge regionale e continuano quindi a operare con le risorse e le funzioni già previste.
L’assessore ha inoltre lanciato un segnale chiaro sulla pressione fiscale legata ai terreni. “Anche per quanto riguarda l’eventuale esenzione IMU sui terreni agricoli, qualora lo Stato dovesse modificare la normativa per i Comuni che non rientrano più nella classificazione montana, la Regione potrà valutare eventuali interventi normativi per mantenere le tutele già previste”.
Scuola e servizi garantiti da Rosolen
La preoccupazione per lo smantellamento dei servizi nei piccoli centri è stata affrontata dall’assessore all’Istruzione Alessia Rosolen, la quale ha sottolineato come i criteri regionali siano più solidi di quelli nazionali. “Molti degli interventi regionali destinati ai territori montani sono già costruiti utilizzando criteri diversi dalla classificazione dei Comuni montani“, ha dichiarato Rosolen.
L’esponente della Giunta ha poi specificato che parametri come le aree interne e le minoranze linguistiche permettono di mantenere l’attenzione verso le specificità montane. “Questo vale ad esempio per strumenti come i cantieri di lavoro, per le sezioni primavera e per alcune misure legate alla formazione delle classi e al dimensionamento scolastico”.
La strategia fiscale di Zilli contro gli squilibri
Infine, l’assessore alle Finanze Barbara Zilli ha ribadito che la priorità resta il contrasto allo spopolamento attraverso leve fiscali mirate che non dipendono dai parametri fisici di Roma. “L’obiettivo di questa Amministrazione regionale è sempre stato quello di ridurre gli squilibri socio-economici tra i territori montani e il resto della regione”, ha affermato Zilli.
L’assessore ha ricordato che molte misure, come le agevolazioni IRAP per imprese e professionisti, sono costruite sulla classificazione del territorio in zone omogenee di svantaggio. “Si tratta di un’impostazione che consente alla Regione di continuare a sostenere i territori montani attraverso strumenti finanziari e fiscali mirati, mantenendo come riferimento anche la programmazione europea delle aree interne”.
