In Italia aumentano le pensioni di invalidità, ma il Friuli Venezia Giulia registra uno degli incrementi più bassi: l’analisi della Cgia di Mestre.
Nel dibattito nazionale acceso dopo l’abolizione del Reddito di cittadinanza, anche il sistema delle pensioni di invalidità finisce sotto la lente d’ingrandimento. I numeri diffusi dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre raccontano una realtà complessa: in Italia, tra il 2020 e il 2024, le prestazioni di invalidità civile sono aumentate del 7,4 per cento, mentre quelle di tipo previdenziale sono diminuite in modo netto. Una dinamica che, però, in Friuli Venezia Giulia assume contorni decisamente più contenuti.
Al 31 dicembre 2024, in regione risultano 65.850 prestazioni di invalidità complessive, tra civili e previdenziali, pari a 5,5 ogni 100 abitanti. Un dato che colloca il Friuli Venezia Giulia tra le realtà con l’incidenza più bassa a livello nazionale, ben lontano dai valori registrati nel Mezzogiorno, dove alcune regioni superano il 10 per cento.
Ancora più significativo è l’andamento nel tempo: tra il 2020 e il 2024 le pensioni di invalidità civile in Friuli Venezia Giulia sono cresciute solo del 2,6 per cento, uno degli aumenti più bassi d’Italia. Un incremento che appare marginale se confrontato con quello della Puglia (+14,1%), della Basilicata (+12,2%) o della Calabria (+11,9%).
Anche a livello provinciale il territorio regionale conferma numeri contenuti. Trieste, con 4,39 prestazioni ogni 100 abitanti, è addirittura la terza provincia meno interessata dal fenomeno a livello nazionale. Udine si attesta a 5,88, Pordenone a 5,61 e Gorizia a 5,81: valori tutti inferiori alla media italiana, che si colloca al 7,4 per cento.


L’analisi della Cgia.
Secondo l’analisi della Cgia, a livello nazionale resta aperta la questione di un possibile legame tra la cancellazione del Reddito di cittadinanza e l’aumento delle pensioni di invalidità civile. Una correlazione diretta non è dimostrabile, ma l’abolizione del sussidio ha lasciato scoperta una fascia fragile della popolazione, soprattutto nelle aree con maggiori difficoltà occupazionali. In questo contesto, le pensioni di invalidità potrebbero aver rappresentato, in alcune zone del Paese, una delle poche forme di sostegno economico rimaste.
Il Friuli Venezia Giulia, però, sembra seguire una traiettoria diversa. Il basso incremento delle prestazioni e l’incidenza ridotta sul totale della popolazione suggeriscono un quadro più stabile, probabilmente legato a un tessuto socio-economico più solido e a un mercato del lavoro meno fragile rispetto ad altre aree del Paese.
Resta comunque alta l’attenzione sul tema della spesa pubblica: nel 2024, in Friuli Venezia Giulia, le prestazioni di invalidità civile hanno comportato una spesa stimata di circa 320 milioni di euro, con un importo medio mensile di poco superiore ai 500 euro. Una cifra importante, che richiama alla necessità di garantire controlli rigorosi, tutela dei diritti e sostegno reale a chi si trova in condizioni di effettiva fragilità.




