Il Friuli Venezia Giulia accelera sulla strada della sostenibilità ambientale con una strategia che punta a bilanciare la tutela del territorio e la tenuta del sistema produttivo. Durante la sessione europea della IV Commissione consiliare, l’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente Fabio Scoccimarro ha tracciato la rotta della Regione, confermando l’adesione agli obiettivi di decarbonizzazione di Bruxelles ma con un approccio pragmatico.
Il cuore della manovra risiede nel nuovo Piano energetico Fvg, uno strumento strategico che prevede investimenti complessivi pari a 1,8 miliardi di euro entro il 2030, sostenuti da 800 milioni di risorse pubbliche e circa un miliardo di capitali privati.
L’impatto economico e la sfida dell’occupazione
L’investimento miliardario non si limita alla sola riduzione delle emissioni, ma punta a trasformarsi in una leva occupazionale senza precedenti per il territorio. Secondo le stime regionali, le attività legate alla transizione sostenibile porteranno alla creazione di circa 13.000 nuovi posti di lavoro, rafforzando contemporaneamente l’indipendenza energetica del Friuli Venezia Giulia.
“Il Friuli Venezia Giulia condivide gli obiettivi della transizione ecologica europea, ma con un approccio pragmatico: la sostenibilità ambientale deve procedere insieme alla tenuta del sistema produttivo e alla competitività del territorio”, ha spiegato Scoccimarro sottolineando come attraverso il Piano energetico Fvg verranno create migliaia di nuove opportunità professionali.
Anticipare il Green Deal senza danneggiare le imprese
La Regione ha già messo in campo strumenti normativi come la legge FVGreen, nata per definire linee d’indirizzo capaci di anticipare di almeno cinque anni alcuni dei traguardi fissati dal Green Deal europeo. L’obiettivo dichiarato dalla Giunta è quello di guidare il cambiamento senza esporre le aziende locali a rischi eccessivi.
“La transizione deve essere realizzata senza compromettere il sistema economico regionale, soprattutto in un contesto internazionale in cui territori vicini non adottano gli stessi standard ambientali, con il rischio di concorrenza non equilibrata”, ha osservato l’assessore evidenziando il pericolo di delocalizzazione verso mercati con maglie regolatorie più larghe.
Il monitoraggio degli impianti e la qualità dell’aria
Un capitolo centrale ha riguardato il sistema di controllo delle emissioni industriali che coinvolge una parte significativa del tessuto produttivo regionale. In Friuli Venezia Giulia operano circa 300 impianti soggetti ad Autorizzazione integrata ambientale (Aia) e ben 3.000 soggetti ad Autorizzazione unica ambientale (Aua).
Negli ultimi quattro anni, oltre la metà delle autorizzazioni è stata revisionata per aggiornare gli stabilimenti ai più recenti standard tecnologici disponibili. “Si tratta di un sistema di controllo che consente di mantenere elevati livelli di tutela ambientale“, ha precisato Scoccimarro richiamando anche l’approvazione del nuovo Piano regionale della qualità dell’aria che interviene su trasporti, agricoltura e riscaldamento domestico.
Risorse finanziarie e incentivi per le famiglie
La strategia ambientale della Regione può contare anche su nuovi canali di finanziamento diretto per i cittadini e le imprese, con particolare attenzione all’efficienza energetica privata. Tra le azioni già avviate figurano le linee contributive per la sostituzione dei vecchi impianti di riscaldamento con sistemi ad alta efficienza.
Inoltre, grazie alla recente delibera di Giunta 250 del 2026, è stato siglato un accordo con il Ministero dell’Ambiente che assegna al Friuli Venezia Giulia ulteriori 5 milioni di euro per interventi integrati tra il Piano qualità dell’aria e il Piano energetico Fvg. “La Regione si presenta al confronto europeo con strumenti normativi, piani operativi e risorse già attivi”, ha concluso l’esponente della Giunta ribadendo che la tutela ambientale e l’innovazione devono procedere insieme.
