Guerra in Iran, aumenti di gas e petrolio: una stangata da 200milioni per le famiglie friulane

L’impatto economico della guerra in Iran si fa sentire anche nella nostra Regione: a due settimane dall’inizio del conflitto, l’Ufficio Studi della CGIA di Mestre traccia un primo bilancio che evidenzia riflessi profondamente diversi rispetto all’invasione russa dell’Ucraina del 2022, ma che, con l’aumento di gas e carburanti, si traducono in pesanti rincari per le famiglie.

Se allora lo shock fu diffuso su molte materie prime, oggi la crisi si concentra con una violenza inedita sui combustibili fossili: i rincari di gas (+62%) e petrolio (+45,8%) in questi primi quindici giorni sono stati superiori a quelli registrati all’inizio del conflitto ucraino.

L’emergenza carburanti: Diesel sopra i 2 euro.

La notizia che sta segnando questi giorni è l’impennata dei prezzi ai distributori, spinta da dinamiche speculative e dall’incertezza sui mercati internazionali. In sole due settimane, il prezzo del Diesel in modalità self-service ha registrato un balzo del 18,2%, sfondando la soglia psicologica dei due euro e portandosi a una media di 2,033 euro al litro. Anche la benzina è salita dell’8,7%, toccando quota 1,816 euro. Questi aumenti colpiscono duramente non solo i pendolari, ma intere filiere come l’autotrasporto, l’agricoltura e la pesca.

Bollette: un conto da 200 milioni per la regione.

Al netto del caro carburante, le famiglie italiane si preparano a subire un aumento medio delle bollette di circa 350 euro su base annua. Sulla base di questa proiezione, la CGIA ha stimato che il rincaro complessivo per le circa 570.000 famiglie del Friuli Venezia Giulia potrebbe sfiorare i 200 milioni di euro. Una pressione economica che rischia di diventare il principale fattore di erosione del potere d’acquisto per i prossimi mesi.

Udine la provincia più colpita.

La distribuzione territoriale dei rincari vede la provincia di Udine in cima alla classifica regionale, con un aggravio stimato di 86,1 milioni di euro. Seguono Pordenone con 48,2 milioni, Trieste con 41,9 milioni e infine Gorizia con 23,4 milioni di euro. Questi numeri riflettono la crescita verticale del gas naturale (+62%) e del petrolio (+45,8%) nel giro di pochi giorni.

La strategia per mitigare i rincari.

Per frenare questa ondata di aumenti, la CGIA indica una strada precisa: il Governo dovrebbe intervenire immediatamente sulla componente fiscale. La proposta prevede il taglio di Iva, accise e oneri di sistema per dare sollievo a famiglie e imprese. Accanto alla riduzione delle tasse, viene ritenuto essenziale rafforzare la vigilanza contro le speculazioni e accelerare sulla diversificazione delle fonti energetiche per ridurre la dipendenza dai mercati esteri.