Dagli scarti agricoli nuovi prodotti e lavoro, le opportunità per le imprese del Fvg

Piante, residui di lavorazione e sottoprodotti alimentari possono diventare ingredienti per cosmetici e integratori, materiali sostenibili e nuove fonti di energia. Una possibilità per ridurre la dipendenza dal petrolio, ma anche per creare valore e aprire nuove prospettive di business per le imprese del territorio.

È il potenziale della bioeconomia circolare al centro del workshop “Risorse agroalimentari: nuovi prodotti, scenari e prospettive”, organizzato da Agrifood Fvg per mercoledì 28 ottobre, dalle 14, allo Skylevel Business Centre di Feletto Umberto.

L’incontro punta a mostrare alle aziende del Friuli Venezia Giulia come trasformare gli scarti agricoli in nuove opportunità economiche, attraverso processi sostenibili e modelli produttivi replicabili. Un tema che assume particolare rilevanza anche alla luce dell’attuale contesto energetico: investire nella valorizzazione delle risorse locali può infatti contribuire a ridurre la dipendenza dalle fonti fossili e rafforzare la competitività delle filiere.

Dall’agricoltura alla bioeconomia circolare

“La bioeconomia circolare è il modello economico in cui non ci si limita a produrre, scartare e consumare, ma si rigenerano continuamente le risorse passando dalla terra e dall’agricoltura”, spiega il presidente della fondazione Agrifood Fvg, Pier Giorgio Sturlese.

Le biomasse di origine agricola, silvicola e marina possono essere impiegate non soltanto per produrre alimenti, ma anche per ottenere molecole, materiali ed energia. Un approccio che, secondo Sturlese, può rinnovare le economie rurali, generare valore e occupazione e rendere le filiere più competitive e resilienti.

In questo scenario, anche il ruolo degli agricoltori può cambiare: da semplici fornitori di materie prime a protagonisti di filiere integrate, capaci di trasformare i prodotti e i sottoprodotti delle proprie attività per ricavarne un maggiore valore aggiunto. Un percorso che mette al centro anche la fertilità dei suoli e la biodiversità, elementi fondamentali per la sostenibilità nel lungo periodo.

Proteine vegetali, ingredienti funzionali e biomateriali

Il workshop, inserito nel progetto europeo ToBeReaL e finanziato dal programma Horizon Europe, porterà in Friuli Venezia Giulia partner ed esperti provenienti da diversi Paesi europei. Il confronto si concentrerà su tre ambiti con prospettive di sviluppo per il comparto agroindustriale.

Il primo riguarda le proteine di origine vegetale, in risposta all’evoluzione dei modelli di consumo alimentare. Il secondo è la valorizzazione delle materie prime seconde per ottenere ingredienti nutraceutici e alimenti funzionali. Il terzo punta sulla trasformazione dei residui delle coltivazioni in biomateriali e fibre naturali, utilizzabili anche per ridurre l’impatto ambientale dei processi manifatturieri.

Gli esempi riguardano settori diversi, dall’alimentare alla cosmetica, dalla nutraceutica ai materiali bio-based, fino ai fertilizzanti naturali e alla produzione di bioenergie. L’obiettivo è individuare applicazioni concrete per risorse che altrimenti rischierebbero di essere sottoutilizzate.

Il progetto europeo ToBeReaL: servizi gratuiti per le imprese

Per le aziende del Friuli Venezia Giulia, l’appuntamento sarà anche l’occasione per conoscere le opportunità offerte dal progetto ToBeReaL, che mette a disposizione servizi specialistici e gratuiti per sostenere lo sviluppo di progetti innovativi e accompagnarli verso una possibile applicazione su scala industriale.

Il supporto comprende assistenza tecnica e specialistica, analisi di business e valutazioni legali e di impatto sociale. Strumenti pensati per aiutare le imprese a verificare la fattibilità delle proprie idee e a trasformarle in progetti sostenibili anche dal punto di vista economico.

Nel corso del pomeriggio saranno presentate esperienze concrete di enti di ricerca e aziende, tra cui Biolab, Buiese Distillerie, Villafrut, Società Agricola Moldoi e Wood K Plus. Il programma prevede inoltre tavole rotonde interattive con relatori e stakeholder internazionali, per favorire lo scambio di conoscenze e la nascita di nuove collaborazioni.

“Sarà un pomeriggio di confronto molto pratico e operativo, per offrire al nostro tessuto produttivo le chiavi d’accesso a un modello economico moderno, efficiente che in altre regioni è ormai una realtà tangibile”, conclude Sturlese.