Scuola, riconosciuta la specialità del Fvg: più docenti e risorse dalla Regione

La specificità del sistema scolastico del Friuli Venezia Giulia entra nell’ordinamento nazionale. È questa la novità contenuta nello schema di decreto-legge approvato dal Consiglio dei ministri, che riconosce alla Regione la possibilità di intervenire direttamente, con proprie risorse, per rafforzare il personale scolastico, potenziare l’offerta formativa e sostenere le scuole bilingui italiano-tedesco.

In concreto, la Regione potrà finanziare un incremento della dotazione di personale scolastico rispetto a quella assegnata sulla base dei parametri nazionali, intervenendo quando gli organici ordinari non risultano sufficienti a garantire il livello di offerta formativa previsto.

“È una vera e propria svolta per il sistema scolastico del Friuli Venezia Giulia. Quello che per anni abbiamo costruito e finanziato a livello regionale viene oggi riconosciuto dallo Stato e diventa parte integrante del sistema scolastico nazionale. Inoltre, siamo l’unica Regione cui viene riconosciuta questa autonomia organizzativa”, hanno commentato il governatore Massimiliano Fedriga e l’assessore regionale all’Istruzione Alessia Rosolen.

Più personale oltre gli organici statali

La novità riguarda innanzitutto la possibilità per la Regione di finanziare con risorse proprie personale scolastico aggiuntivo rispetto alla dotazione stabilita secondo i parametri nazionali. Si tratta della trasformazione in norma di una scelta già praticata negli ultimi anni attraverso il cosiddetto “Pacchetto scuola”: la Regione ha utilizzato proprie risorse per intervenire sulle esigenze degli istituti quando le dotazioni ordinarie non erano sufficienti.

“Abbiamo investito risorse importanti nel comparto scuola – hanno aggiunto Fedriga e Rosolen – perché siamo convinti che la qualità dell’istruzione sia uno degli elementi fondamentali per la crescita del nostro territorio. Oggi quelle risorse non sono più soltanto un intervento regionale aggiuntivo: entrano in un quadro riconosciuto dallo Stato quale nostro supporto organizzativo e didattico”.

Il “Pacchetto scuola” comprende interventi per il personale docente e Ata, attività motorie, fisiche e sportive, integrazione per DSA, BES e alunni con disabilità e sviluppo del plurilinguismo.

“Il cosiddetto ‘pacchetto scuola’, con cui abbiamo garantito in questi anni personale docente e Ata, attività motorie, fisiche e sportive, integrazione per DSA, BES e alunni con disabilità, sviluppo del plurilinguismo, diventa norma, con la possibilità di sostenere il potenziamento dell’offerta formativa e di valorizzare il servizio prestato dal personale docente secondo quanto previsto dalla normativa”.

La novità per le scuole bilingui italiano-tedesco

Un capitolo specifico riguarda le scuole statali con insegnamento bilingue italiano-tedesco. In questo caso la Regione potrà mettere a disposizione dell’Ufficio scolastico regionale le risorse necessarie per stipulare contratti a tempo determinato con personale madrelingua o esperto nell’insegnamento della lingua tedesca.

La possibilità nasce anche dalla necessità di affrontare la carenza di docenti di madrelingua tedesca. Le procedure comparative potranno essere rivolte a personale con competenze linguistiche specifiche, valorizzando anche le competenze territoriali e culturali legate alle minoranze linguistiche.

“Con questa norma – hanno affermato Fedriga e Rosolen – riconosciamo finalmente una realtà che il Friuli Venezia Giulia conosce e sostiene da anni. Le scuole bilingui, di cui è appena stata avviata la sperimentazione, hanno caratteristiche e necessità specifiche e oggi lo Stato riconosce la possibilità di intervenire anche attraverso risorse regionali per garantire la presenza di personale madrelingua ed esperto”.

Il personale reclutato attraverso queste procedure entrerà a pieno titolo nel consiglio di classe ed eserciterà le prerogative proprie della funzione docente.

Un percorso iniziato oltre 15 anni fa

Il riconoscimento arriva al termine di un percorso avviato oltre 15 anni fa all’interno della Commissione paritetica, con l’obiettivo di dare risposta alle esigenze specifiche del sistema scolastico regionale.

“Nel 2018 – hanno ricordato il governatore e l’assessore – abbiamo iniziato un lavoro che oggi produce un risultato concreto. È una dimostrazione di come l’autonomia regionale possa tradursi in risposte più efficaci ai bisogni del territorio. Abbiamo sperimentato, investito e costruito un modello. Oggi quel modello viene riconosciuto”.

Per il Friuli Venezia Giulia si tratta quindi di un rafforzamento del ruolo della Regione nel sostegno al proprio sistema scolastico, con la possibilità di continuare a finanziare interventi aggiuntivi rispetto a quelli garantiti attraverso le risorse e gli organici statali.

“Questo risultato – hanno concluso – dà senso a tutte le risorse che l’Amministrazione regionale ha investito in queste due legislature nel comparto scuola. Abbiamo scelto di ascoltare le esigenze concrete degli istituti e di intervenire per aumentare la qualità dell’offerta formativa. Dal Friuli Venezia Giulia parte il messaggio che l‘autonomia non significa soltanto avere maggiori competenze, ma anche avere la responsabilità e gli strumenti per costruire risposte adeguate alle esigenze del proprio territorio”.

Per il 2026 la Regione ha infine destinato al comparto dell’istruzione oltre 100 milioni di euro tra risorse regionali e Fondo sociale europeo Plus.