Il turismo del Friuli Venezia Giulia corre: a Luglio terzo posto in Italia per crescita di presenze

I dati confermano la crescita del turismo in Friuli Venezia Giulia: +7.8% a Luglio.

Il Friuli Venezia Giulia è tra le regioni italiane dove il turismo è cresciuto di più nel mese di luglio. Rispetto allo stesso mese del 2025, le presenze, cioè i pernottamenti nelle strutture ricettive, sono aumentate del 7,8%: un risultato che colloca la regione al terzo posto in Italia per incremento delle presenze, a pari merito con la Calabria e dietro soltanto a Piemonte (+9,9%) e Marche (+8,2%). Nello stesso mese sono cresciuti anche gli arrivi, saliti del 9,8%.

A tracciare il quadro sono le elaborazioni dell’Ufficio di Statistica del Ministero del Turismo, commentate dall’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo Sergio Emidio Bini. “La crescita strutturale del comparto turistico in Friuli Venezia Giulia viene ancora una volta certificata, con risultati lusinghieri e inequivocabili. Nel solo mese di luglio la nostra regione ha registrato un aumento del 7,8% delle presenze turistiche e del 9,8% degli arrivi, posizionandosi al terzo posto nella classifica delle Regioni italiane, a pari merito con la Calabria e dietro solo a Piemonte e Marche”, ha sottolineato Bini.

Le previsioni sono positive anche per le prossime settimane. “Ottime anche le previsioni relative all’occupazione camere per il mese di agosto e l’inizio di settembre, con un tasso di saturazione OTA del 62,7% che pone il Friuli Venezia Giulia al quinto posto nazionale, dietro a provincia di Trento, Sardegna, Veneto e Sicilia”.

Il tasso di saturazione OTA indica la percentuale di alloggi o camere che risultano già occupati o non più disponibili sui principali portali di prenotazione online. “Non si tratta di risultati estemporanei – ha aggiunto l’assessore –, ma del frutto del lavoro di lungo periodo che questa amministrazione regionale porta avanti da anni in sinergia con operatori locali e associazioni di categoria”.

Oltre 5 milioni di pernottamenti da gennaio a metà luglio

Secondo il report ministeriale, nei primi sei mesi del 2026 il turismo regionale ha registrato una crescita sostanzialmente in linea con la media italiana, con un incremento dello 0,9% delle presenze e del 4,7% degli arrivi. L’accelerazione più evidente è arrivata con l’inizio della stagione estiva, portando il Friuli Venezia Giulia ai vertici nazionali per andamento delle presenze e livello di occupazione delle camere.

“Dal 1° gennaio al 15 luglio – ha spiegato Bini, citando i dati di PromoTurismoFVG – nelle strutture ricettive del Friuli Venezia Giulia si sono registrati oltre 5 milioni di pernottamenti, con un incremento significativo di turisti stranieri, che rappresentano circa il 60% dei visitatori in Regione e in media soggiornano più a lungo”.

I flussi turistici risultano distribuiti sull’intero territorio regionale. La costa mantiene il primato con 2,4 milioni di presenze nelle località balneari, ma crescono con forza anche le città capoluogo, che raggiungono 1,2 milioni di presenze, e la montagna, arrivata a 740 mila. “Infine, il resto della regione, compresi i borghi e le città Unesco, conta circa 700 mila presenze. È il segnale che le politiche di destagionalizzazione avviate dall’Amministrazione regionale e da PromoTurismoFVG cominciano a dare risultati, valorizzando il territorio nella sua interezza e premiando anche località un tempo meno note”, ha evidenziato l’assessore.

Dal record del 2025 ai nuovi collegamenti aerei

I risultati dell’estate 2026 arrivano dopo il record di 11 milioni di presenze registrato nel corso del 2025. Secondo Bini, alla base della crescita ci sono diversi fattori che negli ultimi anni hanno contribuito ad ampliare e diversificare l’offerta turistica regionale.

Tra questi l’assessore ha indicato “la crescita dei collegamenti da e per il Trieste Airport, la progressiva crescita dell’offerta ricettiva e la qualità della stessa, i grandi eventi che fungono da catalizzatore di attenzione e visitatori, lo sviluppo del turismo lento e outdoor, oltre al fattore economico che vede la nostra Regione come una meta ancora competitiva per rapporto qualità-prezzo”.

L’obiettivo della Regione è ora consolidare ulteriormente questa tendenza attraverso le nuove norme dedicate al settore. “Grazie al nuovo Codice regionale del Commercio e del Turismo – ha concluso Bini – intendiamo rafforzare questo trend, favorendo la nascita di nuove imprese e infrastrutturando ulteriormente il nostro territorio per attrarre sempre più visitatori, generando valore per tutta la filiera turistica regionale”.