Le eccellenze del Friuli Venezia Giulia al Vinitaly

Un momentro dell'edizione Vinitaly 2024

I vini del Friuli Venezia Giulia al Vinitaly.

Taglio del nastro oggi stand istituzionale del Friuli Venezia Giulia a Vinitaly, curato dall’Agenzia regionale per lo sviluppo rurale (Ersa) con la degustazione di prodotti offerti dal Consorzio Dop montasio e San Daniele Dop. Eccellenza, innovazione e tradizione sono le tre parole d’ordine con le quali la Regione Friuli Venezia Giulia, attraverso Ersa, in collaborazione con l’Unione dei Consorzi Vini Doc del Friuli Venezia Giulia – Uni.Doc Fvg, si presenta alla 56^ edizione di Vinitaly, il più importante salone internazionale dedicato ai vini ed ai distillati che da oggi al 17 aprile potrà essere visitato a Verona.

“Garantire la presenza delle imprese vitivinicole a manifestazioni internazionali qual è Vinitaly è di fondamentale importanza per ampliare il mercato delle nostre aziende ed è una vetrina in termini di proposta come sistema regionale all’interno del comparto vitivinicolo – ha commentato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari – . Nel futuro, l’orientamento è di guardare oltre i mercati consolidati per approdare verso nuovi mercati grazie anche a una serie di iniziative che offriranno alle imprese terreno fertile per aprirsi al nuovo“.

L’esponente della Giunta del Fvg ha poi rimarcato come la collaborazione rappresenti la via maestra per ottenere grandi risultati, non a caso nel padiglione 6 del Friuli Venezia Giulia vengono presentate altre due eccellenze oltre ai vini (Montasio Dop e San Daniele Dop) perché la regione deve proporsi in maniera unitaria per essere sempre più attrattiva. L’assessore regionale ha ringraziato i produttori che hanno scelto di essere presenti nella collettiva ma anche tutti coloro che, a vario titolo, hanno garantito l’organizzazione della manifestazione e ha augurato agli operatori del Friuli Venezia Giulia di vivere un Vinitaly foriero di successi commerciali.

Una grande enoteca con 470 etichette.

Esterno del padiglione del Friuli Venezia Giulia.

Sono 90 le imprese agricole con cantina di trasformazione in vino nell’area dedicata alla Collettiva regionale assieme ad altre 28 realtà vitivinicole che partecipano singolarmente con una propria postazione, ospiti del padiglione numero 6 della fiera, dedicato al Friuli Venezia Giulia, unificate così in un’unica, grande Enoteca regionale con 470 etichette, il numero più alto tra tutte le regioni presenti al Vinitaly in cui convergono oltre a quelle delle aziende nello stand collettivo, anche tutte quelle regionali in fiera.

Nel dettaglio, la percentuale  di etichette presenti in Enoteca regionale (tutti vini certificati, quest’anno con un focus ulteriore sulle produzioni certificate Bio e Sqnpi) è così suddivisa: Friulano 20%, Pinot grigio 17%, Sauvignon 14%, Ribolla Gialla 14%, uvaggi bianchi 7%, Refosco 6%, Merlot 4%, Schioppettino 4%, produzione di nicchia (Pignolo, Picolit e Vitrovska) 3%.

I 90 produttori della collettiva regionale sono suddivisi in sei percorsi espositivi rappresentanti le 8 zone di denominazione (il 40% delle aziende hanno scelto di essere presenti all’interno della Doc Friuli Colli Orientali che include anche la Docg Ramandolo, il 27% Doc Collio, il 17% Doc Friuli Venezia Giulia, il 7% Doc Friuli-Isonzo, il 4% Doc Friuli-Aquileia il 2% Doc Friuli Grave idem il doc Carso-Kras, l’1%  Doc delle Venezie), così da poter rendere riconoscibili le diverse aree produttive della nostra regione e poter valorizzare la presenza di etichette di vini di assoluta qualità. Alla cerimonia di apertura hanno partecipato, fra gli altri, anche il direttore generale dell’Ersa e il presidente di Uni.Doc Fvg.

Anche Go!2025 al Vinitaly.

L’assessore regionale ha partecipato anche  all’evento dedicato a Go!2025 manifestando soddisfazione nell’ospitare, nello stand del Friuli Venezia Giulia, un incontro di particolare rilevanza per i nostri territori ed ha espresso un ringraziamento per la presenza dell’ambasciatore  della Repubblica di Slovenia a Roma.

Il vino è cultura, ha evidenziato l’assessore regionale, e racchiude una storia che accomuna le nostre genti da sempre, un percorso da valorizzare anche grazie a Nova Gorica e Gorizia capitale europea della cultura 2025.