I dati sulla violenza giovanile in Friuli Venezia Giulia.
E’ un quadro preoccupante anche in Friuli Venezia Giulia quello che emerge dal rapporto “Dis(armati). Un’indagine sulla diffusione della violenza giovanile, tra percezione e realtà” realizzato dal Polo Ricerca di Save the Children, con il sostegno di Fondazione Iris Ceramica Group Ets, basato sui dati del Servizio analisi criminale del Ministero dell’Interno. Nella nostra regione cresce l’incidenza di minorenni coinvolti in reati legati alla violenza, in particolare per lesioni personali e minacce.
L’analisi fotografa l’andamento degli ultimi dieci anni e segnala come, tra il 2014 e il 2024, in regione sia aumentata in modo significativo l’incidenza dei ragazzi tra i 14 e i 17 anni denunciati o arrestati per rapina. Il Friuli Venezia Giulia registra infatti un incremento pari a +2,42 casi ogni mille abitanti nella fascia di età considerata, uno dei dati più elevati tra le regioni del Centro-Nord.
Crescono soprattutto lesioni e minacce
Oltre alle rapine, il rapporto evidenzia un aumento marcato anche per altri reati violenti. In particolare, le denunce per lesioni personali mostrano una crescita costante e in Friuli Venezia Giulia raggiungono l’incidenza più alta a livello nazionale, con circa 2 casi ogni mille adolescenti tra i 14 e i 17 anni.
In forte crescita anche le segnalazioni per minaccia, con la regione che registra l’incremento più significativo rispetto al 2014: +1,5 casi ogni mille minori nella stessa fascia d’età.
Un fenomeno diffuso nel Centro-Nord
L’aumento delle denunce per rapina tra i minorenni non riguarda solo il Friuli Venezia Giulia ma interessa gran parte delle regioni del Centro e del Nord Italia. Tra gli incrementi più consistenti segnalati dal rapporto figurano Valle d’Aosta (+3 ogni mille), Emilia-Romagna (+2,65), Friuli Venezia Giulia (+2,42) e Liguria (+2,34).
I dati sulla violenza minorile in Italia
Dal punto di vista statistico, negli ultimi vent’anni il numero di minori segnalati all’autorità giudiziaria è diminuito, passando da circa 23.000 nel 2004 a 14.220 nel 2024.
Nel 2024 i minori denunciati o arrestati per rapina sono stati 3.968, più del doppio rispetto ai circa 1.900 registrati nel 2014. In forte crescita anche le lesioni personali, che hanno raggiunto 4.653 casi contro i 1.921 di dieci anni prima. Lo stesso andamento riguarda le risse, salite a 1.021 segnalazioni nel 2024 rispetto alle 433 del 2014. In aumento anche i reati di minaccia, che nel 2024 hanno toccato quota 1.880 casi, mentre nel 2014 erano 1.217.
Un altro dato che preoccupa riguarda la diffusione delle armi tra i minori. I ragazzi segnalati per porto abusivo di armi o oggetti atti ad offendere sono passati da 778 nel 2019 a 1.946 nel 2024, con 1.096 casi già registrati nel primo semestre del 2025.
Secondo gli esperti, molti adolescenti raccontano di portare coltelli o altri oggetti per sentirsi più sicuri o per affermare il proprio status all’interno del gruppo, alimentando però un meccanismo definito dagli studiosi “cortocircuito della paura”: la paura porta ad armarsi, e l’arma aumenta il rischio di escalation violenta.
Save the Children: servono risposte educative
Di fronte a questi dati, Save the Children invita a evitare letture semplificate del fenomeno. Secondo l’organizzazione, la violenza giovanile è spesso il risultato di fragilità personali, vuoti educativi e difficoltà relazionali che coinvolgono famiglie, scuola e contesto sociale.
Per questo, sottolinea l’organizzazione, le risposte non possono limitarsi all’aspetto repressivo. Occorre piuttosto rafforzare i percorsi educativi, i servizi di ascolto e i programmi di responsabilizzazione e recupero, promuovendo il benessere psicologico dei ragazzi e una maggiore diffusione della cultura della nonviolenza.
