Zona bianca e ripresa del turismo, una scommessa che in Fvg vale 4 miliardi

La zona bianca in Friuli.

Con il miglioramento del quadro sanitario italiano e dei principali Paesi europei c’è fiducia per la stagione estiva balneare e della montagna. L’allentamento delle restrizioni, con il Friuli Venezia Giulia prossimo alla “zona bianca”, potrebbe consentire una ripresa del movimento turistico ed un rimbalzo positivo del Pil.  Secondo le stime della Fondazione Think Tank Nord Est, il fatturato diretto e indiretto del settore turistico in Friuli Venezia Giulia vale circa 4 miliardi di euro. Si tratta quindi di un comparto fondamentale per l’economia regionale, alla quale contribuisce per un valore verosimilmente compreso tra l’11% e il 12% del Pil.

I dati prima del Covid.

Prima della pandemia, il settore turistico mostrava un andamento altalenante, con una tendenziale lieve crescita dal 2015 del numero dei pernottamenti: le presenze turistiche, infatti, hanno raggiunto un valore massimo superiore ai 9 milioni nel 2019. Nel 2020, causa emergenza covid, questo valore si è quasi dimezzato. I vacanzieri che scelgono il Friuli Venezia Giulia – oltre la metà dei quali viene dall’estero, soprattutto da Austria e Germania – possono contare su una ricca offerta di strutture ricettive tra appartamenti (presenti soprattutto a Lignano Sabbiadoro), alberghi e campeggi: in totale i posti letto a disposizione sono oltre 157 mila.

Oggi si osserva un trend leggermente negativo del numero di imprese attive nei settori più legati al turismo, come registrato dall’ultimo studio della Fondazione Think Tank Nord Est. L’analisi considera strutture ricettive, agenzie di viaggio e tour operator, bar e ristoranti, trasporti e noleggi, cultura, eventi e attività ricreative. In Friuli Venezia Giulia, al 31 marzo 2021, questo composito insieme di attività raggruppa 9.498 imprese, pari al 10,7% del totale. Si tratta di un dato in leggera flessione: il calo è iniziato già nel 2019, prima della pandemia, ma nel complesso, dal 2018 ad oggi la diminuzione risulta modesta (-0,7%). Tra 2010 e 2018, invece, l’incremento del numero delle aziende era stato del 6,6%.

A livello territoriale, l’incidenza di imprese turistiche è maggiore nel Triestino, dove sono 2.116, pari al 15,1%. Significativa anche la quota nel Goriziano: sono 1.121, pari al 13%. Nell’Udinese si registra il valore assoluto maggiore: 4.449 imprese turistiche, il 10,5% del totale. Nel Pordenonese le aziende sono 1.812, pari al 7,8%. A livello settoriale, si registrano 7.031 bar e ristoranti (il 74% del totale del comparto turistico); 871 strutture ricettive (il 9%); 721 imprese nei settori cultura, eventi, attività ricreative (8%); 677 aziende di trasporto e noleggio (7%); 198 agenzie di viaggio e tour operator (2%).

L’analisi della Fondazione.

“Le aziende del settore turistico in Friuli Venezia Giulia hanno attraversato la pandemia con grandi difficoltà e rilevanti perdite economiche – spiega Antonio Simeoni, vice presidente della Fondazione Think Tank Nord Est – ma nel complesso hanno retto l’urto, come evidenziato dai numeri del registro delle imprese. Per agevolare la ripartenza del turismo è però necessario rilanciare gli investimenti. Le attività del comparto balneare, in particolare, subiscono periodicamente l’effetto negativo di fattori esterni, ad esempio in caso di condizioni climatiche sfavorevoli, proliferazione delle alghe e altro”.

Cosa fare? “In questa situazione è quindi fondamentale – continua Simeoni – garantire alle imprese turistiche l’accesso al credito anche nel post-pandemia, e soprattutto allungare strutturalmente i tempi di rimborso dei mutui in essere e di quelli futuri, perchè la marcata stagionalità di molte destinazioni costituisce un limite alla redditività delle aziende e di conseguenza un freno agli investimenti. Infine, per andare incontro alle sempre più sofisticate esigenze della domanda turistica, è importante favorire la riqualificazione delle strutture ricettive, in particolare degli appartamenti di vacanza: alcuni provvedimenti nazionali e regionali vanno già nella direzione giusta, incentivando la valorizzazione di una componente fondamentale dell’offerta ricettiva del Friuli Venezia Giulia”.

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