L’accordo raggiunto sulla vertenza Electrolux rappresenta un primo passo, ma per il futuro dello stabilimento di Porcia e dell’intero comparto degli elettrodomestici serviranno ulteriori interventi. Ne è convinto il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, che ha confermato la disponibilità della Regione a mettere in campo nuove misure per sostenere la produzione e tutelare l’occupazione.
Le dichiarazioni arrivano all’indomani dell’intesa raggiunta al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dopo una lunga trattativa tra azienda e sindacati. Un accordo che, per lo stabilimento pordenonese, prevede 324 uscite volontarie e incentivate, accompagnate dalla conferma delle produzioni di lavatrici e lavasciuga.
La Regione pronta a nuove misure per i lavoratori
“Dopo l’accordo raggiunto sulla vertenza Electrolux, la Regione Friuli Venezia Giulia prosegue il proprio impegno mettendo in campo politiche di filiera per sostenere e salvaguardare produzione e occupazione”, ha dichiarato Fedriga, sottolineando il lavoro svolto dal Ministero e da tutte le parti coinvolte nella trattativa.
Il governatore ha quindi aperto alla possibilità di un nuovo confronto con l’azienda e le organizzazioni sindacali per individuare ulteriori strumenti di sostegno. “A fronte del grande lavoro svolto dal ministero delle Imprese e del made in Italy e da tutte le parti coinvolte nell’intesa, siamo pronti a confrontarci nuovamente con l’azienda e i rappresentanti dei lavoratori per costruire misure innovative che consentano al nostro territorio di superare questa fase particolarmente difficile”.
Tra gli strumenti sui quali la Regione intende continuare a lavorare ci sono gli interventi a sostegno del potere d’acquisto dei lavoratori, gli incentivi legati agli ammortizzatori sociali e le risorse destinate alla filiera del bianco. Misure già attivate che, secondo Fedriga, potranno essere ulteriormente perfezionate per rispondere alle difficoltà del settore.
L’appello all’Europa per difendere l’industria degli elettrodomestici
La vertenza Electrolux, secondo il governatore, mette in evidenza anche la necessità di un intervento più incisivo da parte dell’Unione europea. Fedriga ha espresso una valutazione positiva sull’iniziativa promossa dal ministro Adolfo Urso, insieme ad altri Paesi, per rilanciare la competitività dell’industria degli elettrodomestici.
“È fondamentale che l’Europa assuma piena consapevolezza della necessità di difendere un settore oggi particolarmente esposto alla concorrenza asiatica e all’impatto dei costi energetici. Servono politiche industriali europee capaci di sostenere l’intera filiera del bianco, mantenere il radicamento produttivo dell’elettrodomestico in Italia e garantire condizioni di competitività ai prodotti made in Italy sui mercati internazionali”.
Una questione che riguarda direttamente anche il Friuli Venezia Giulia, dove lo stabilimento di Porcia rappresenta una realtà importante per l’occupazione e per l’economia del territorio, insieme alle numerose aziende dell’indotto legate alla produzione di elettrodomestici.
L’accordo Electrolux come primo banco di prova
Per Fedriga, l’intesa raggiunta potrebbe diventare anche un’occasione per verificare concretamente la capacità delle istituzioni europee di sostenere il patrimonio industriale del continente. “Ci auguriamo che proprio l’attuazione del piano industriale Electrolux in Italia possa beneficiare di una nuova attenzione da parte delle istituzioni europee verso la tutela del patrimonio produttivo e occupazionale del continente”, ha affermato il governatore.
“È una sfida che riguarda non soltanto i singoli stabilimenti, ma il futuro di intere filiere industriali e delle comunità che su di esse fondano una parte importante della propria economia”. L’attenzione si sposta dunque sull’attuazione dell’accordo e sulle iniziative che potranno accompagnarlo. Per la Regione, la priorità resta quella di garantire prospettive industriali e occupazionali al territorio pordenonese, evitando che le difficoltà del settore compromettano il futuro della produzione e dell’indotto.

