Dopo 30 ore di trattativa al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, è stata raggiunta l’intesa sul nuovo piano industriale di Electrolux. Per lo stabilimento di Porcia sono previste 324 uscite volontarie e incentivate, mentre vengono confermate le produzioni di lavatrici e lavasciuga. Gli investimenti complessivi superano i 100 milioni di euro e gli esuberi inizialmente annunciati dall’azienda vengono ridimensionati.
L’accordo è arrivato nella tarda serata di martedì 3 novembre, al termine di un confronto iniziato il giorno precedente e proseguito senza interruzioni anche durante la notte. Il piano riguarda tutti gli stabilimenti italiani del gruppo e punta a una produzione complessiva di circa 3,2 milioni di pezzi all’anno a fine piano.
Electrolux, le prospettive per lo stabilimento di Porcia
Per il sito pordenonese è previsto un ampliamento del portafoglio prodotti, con il consolidamento delle produzioni di lavatrici e lavasciuga su entrambe le piattaforme. In particolare, a Porcia saranno realizzate 140mila lavasciuga, mentre viene mantenuta la produzione degli attuali modelli di lavatrici fino alla fine del piano. Proprio su questo punto si erano registrate alcune delle maggiori distanze durante la trattativa.
Per lo stabilimento sono state concordate complessivamente 324 uscite volontarie e incentivate: 94 riguardano gli operai di produzione e 230 gli impiegati.
Esuberi ridotti da 1.719 a 902
A livello nazionale, il nuovo piano ridimensiona sensibilmente i numeri inizialmente prospettati dall’azienda. Dai 1.719 esuberi annunciati in partenza si passa a un massimo di 902 uscite, da gestire esclusivamente su base volontaria e incentivata, con il sostegno degli ammortizzatori sociali e incentivi economici che arrivano fino a 95.000 euro lordi.
Nel dettaglio, il piano prevede 390 uscite tra gli operai di produzione, 16 tra gli operai di ricerca e sviluppo e 512 tra gli impiegati. La distribuzione delle uscite tra gli stabilimenti è la seguente: 194 a Forlì, 324 a Porcia, 71 a Solaro e 313 a Susegana.
L’intesa prevede inoltre il ricorso al turnover qualora le uscite dovessero superare i numeri concordati. In questo caso sarà data priorità alle assunzioni di lavoratori che negli ultimi due anni hanno già prestato servizio in Electrolux con contratti precari.
Su richiesta della Fiom nazionale, il Governo si è anche impegnato a rifinanziare i contratti di espansione per favorire nuove assunzioni e potenziare il ricambio generazionale.
Investimenti da 90 a oltre 100 milioni
Un altro punto qualificante dell’accordo riguarda gli investimenti, che salgono dai 90 milioni inizialmente previsti a oltre 100 milioni di euro. Il 72% delle risorse sarà destinato ai prodotti, mentre il restante 28% ai processi produttivi.
Sono confermati gli investimenti e le prospettive produttive anche per gli stabilimenti di Susegana, Solaro e Forlì. Per Cerreto d’Esi è invece previsto il mantenimento della produzione, con volumi in linea con quelli attuali e con la media degli ultimi anni, in attesa di individuare una soluzione di reindustrializzazione a tutela dei 149 lavoratori.
Il Ministero del Lavoro sarà coinvolto per individuare gli ammortizzatori sociali più adeguati, affiancati da percorsi di formazione e riqualificazione professionale.
La parola passa ai lavoratori
L’ipotesi di accordo dovrà ora essere sottoposta al referendum tra le lavoratrici e i lavoratori. Le parti hanno inoltre stabilito di verificare ogni tre mesi il rispetto degli impegni assunti e l’andamento degli organici nei singoli stabilimenti.
Soddisfazione è stata espressa dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, che ha parlato di un accordo capace di tutelare i lavoratori e salvaguardare tutti gli stabilimenti italiani, garantendo prospettive produttive di lungo periodo.
Per il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, la mediazione raggiunta dopo mesi di trattative ha permesso di evitare quello che sarebbe stato un “vero e proprio disastro sociale”. Resta aperta la questione delle politiche industriali a sostegno del comparto degli elettrodomestici, anche a livello nazionale ed europeo.

